Il divieto c’è, ma quali sono esattamente le zone di Ricadi interessate? È la domanda che i consiglieri comunali di minoranza Pasquale Mobrici, Agostino Pantano, Gianfranco La Torre e Mario Rizzo rivolgono al sindaco Domenico Locane dopo l’ordinanza contingibile e urgente con cui il Comune ha vietato una serie di utilizzi dell’acqua proveniente da due serbatoi comunali.

Il provvedimento, firmato il 7 agosto, riguarda i serbatoi denominati Ricadi Vecchio/Conture e Petto Bianco. L’ordinanza era scattata dopo la comunicazione dei risultati delle analisi eseguite sui campioni prelevati nell’ambito dei controlli sulla rete idrica. Il primo serbatoio è alimentato dal pozzo comunale situato in località Nucarella, nel territorio di Spilinga, mentre Petto Bianco riceve acqua dalla rete Sorical attraverso la linea Medma.

A seguito degli esiti delle analisi, il sindaco aveva disposto, con effetto immediato e fino a nuove disposizioni, il divieto di utilizzare l’acqua proveniente dai due serbatoi per uso alimentare, preparazione e lavaggio degli alimenti, igiene orale, lavaggio di stoviglie e utensili da cucina, apparecchiature sanitarie e oggetti destinati all’infanzia. Restano consentiti, invece, l’utilizzo per la pulizia della casa, il funzionamento degli impianti sanitari e l’igiene personale, con esclusione di quella orale.

La richiesta della minoranza

A pochi giorni dall’emanazione dell’ordinanza, l’opposizione interviene chiedendo al sindaco di compiere un ulteriore passo e di chiarire quali frazioni, contrade o centri abitati ricevano acqua dai due serbatoi interessati dal provvedimento.

Mobrici, Pantano, La Torre e Rizzo hanno quindi presentato un’istanza con la quale chiedono l’adozione, «nell’immediatezza», di un apposito provvedimento che indichi «in modo puntuale e specifico» le aree geografiche e i centri abitati direttamente o indirettamente coinvolti dal divieto.

Secondo i consiglieri, proprio la natura del provvedimento, adottato a tutela della salute pubblica rispetto a possibili contaminazioni batteriologiche, rende necessario fornire ai cittadini indicazioni che non lascino spazio a dubbi.

«Molti cittadini non sanno se sono coinvolti»

Il problema evidenziato dalla minoranza è che l’ordinanza individua i due serbatoi interessati, senza però specificare nel dettaglio quali parti del territorio comunale vengano rifornite attraverso quelle infrastrutture.

Una circostanza che, secondo l’opposizione, rende difficile per chi non conosce l’articolazione della rete idrica stabilire autonomamente se l’acqua che arriva nella propria abitazione provenga o meno da Vecchio/Conture o da Petto Bianco.

I quattro consiglieri parlano quindi di una «genericità» del contenuto del provvedimento che avrebbe generato e continuerebbe a generare «dubbio, insicurezza e preoccupazione» tra i cittadini, molti dei quali – sostengono – non avrebbero certezza di essere direttamente o indirettamente interessati dal divieto.

Da qui la richiesta rivolta al primo cittadino: integrare le informazioni già diffuse indicando con precisione le zone servite dai due serbatoi, in modo da consentire alla popolazione di osservare le prescrizioni stabilite dall’ordinanza senza margini di incertezza.