La nuova giunta Romeo ancora non è stata varata per l’opposizione ce n’è abbastanza per affermare che «il rimpasto dall’amministrazione comunale segna uno dei punti più bassi della politica cittadina». È quanto affermano i consiglieri di Cuore Vibonese - Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo, Giuseppe Calabria - che in una nota prendono le mosse da quanto recentemente raccontato da Il Vibonese circa il probabile ingresso nell’esecutivo del capogruppo Pd Francesco Colelli.

«Non solo si inserisce in giunta un consigliere che aveva trasformato le proprie dimissioni da delegato allo spettacolo in una plateale messinscena politica consumata sulla pelle delle istituzioni continuano gli esponenti della minoranza - ma si spalancano addirittura le porte dell’esecutivo di centrosinistra a un gruppo consiliare guidato dall’ex capogruppo di Forza Italia, che è stato ieri organicamente parte del centrodestra e che oggi, in una evidente ambiguità politica, si colloca al Comune in un’area di centrosinistra mentre, in Provincia, si appresta a ricoprire il ruolo di braccio destro di un presidente eletto dal centro-destra. Una scelta che definire contraddittoria è un eufemismo». L’allusione è a Nico Console, ex capogruppo di Forza Italia quando era sindaco Maria Limardo e oggi a pieno titolo nella maggioranza.

«Siamo di fronte a un’operazione che umilia la coerenza politica e offende l’intelligenza dei cittadini – continuano i Consiglieri di Cuore Vibonese -. Prima si inscena una crisi, poi si rientra come se nulla fosse; prima si rivendicano identità e appartenenze, poi le si cancellano con un colpo di spugna pur di mantenere in piedi un’amministrazione ormai priva di bussola. È un teatrino che nulla ha a che vedere con il bene della comunità e tutto a che vedere con la sopravvivenza di un sistema di potere sempre più fragile. Le deleghe non possono diventare strumenti di propaganda personale né monete di scambio per accordi di convenienza. La città merita serietà, non trasformismi. Merita stabilità, non inciuci. Merita amministratori che rispettino le istituzioni, non protagonisti di una politica che cambia copione a seconda delle necessità del momento».

Poi la chiosa finale, «chiediamo all’amministrazione di assumersi la responsabilità politica di questa operazione e di spiegare pubblicamente come sia possibile conciliare un progetto dichiaratamente di centro-sinistra con l’ingresso in giunta di chi incarna oggi uno dei più evidenti cortocircuiti politici tra Comune e Provincia. I cittadini hanno diritto a risposte chiare, non a giochi di prestigio».