Continua il botta e risposta tra l’ex sindaco di Vibo Maria Limardo e la maggioranza politica che sostiene l’Amministrazione Romeo. Terreno dello scontro è l’adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali, con particolare riferimento a Imu e Tari. Nella sua controreplica, Limardo contesta il tono ironico usato nei suoi confronti e rivendica la fondatezza delle osservazioni avanzate sulla disciplina della rottamazione dei carichi affidati alla riscossione.

«Leggo con un certo stupore – e con una punta di divertita indulgenza – la replica della maggioranza, che tenta di liquidare una questione seria rifugiandosi in un sarcasmo maldestro», scrive Limardo, osservando come «l’ironia non possa supplire alla mancanza di approfondimento normativo». Secondo l’ex primo cittadino, quando «mancano lo studio attento e la competenza tecnica, non resta che ricorrere all’aggettivazione creativa».

Non rinunciando a una vena polemica, Limardo sottolinea l’effetto politico del suo intervento, rivendicando di aver acceso l’attenzione su un tema che rischiava di restare in secondo piano. «Sono tuttavia lieta di aver acceso i riflettori su un problema che, nell’ombra della superficialità, rischiava di essere ignorato», afferma, aggiungendo che se il dibattito ha indotto qualcuno «a riaprire i codici a chi siede in aula», allora «la mia “tenerezza” ha già raggiunto un primo, utile risultato politico».

La precisazione, chiarisce Limardo, non nasce dal desiderio di visibilità, ma dal rispetto per la città. «Provo allora a fare chiarezza, non per “non essere dimenticata”, ma per rispetto verso i cittadini di Vibo Valentia, che meritano amministratori informati e prudenti».

Nel merito, l’ex sindaco richiama le osservazioni formulate dall’Anci e da commentatori specializzati in materia tributaria. I commi da 102 a 109 della Legge di Bilancio 2026, la Legge n. 199 del 2025, «non risultano coordinati con la nuova rottamazione dei carichi iscritti a ruolo dal 2000 al 2023, introdotta dall’articolo 23 della stessa». Una mancanza di coordinamento che, secondo l’ex sindaco, non può essere ignorata.

«Quest’ultima norma riguarda infatti i carichi di competenza dell’Agenzia delle Entrate e degli enti previdenziali», prosegue, «ma non prevede alcun meccanismo attraverso il quale gli enti territoriali possano formalmente estendere l’adesione alle entrate di propria competenza già affidate alla riscossione di AdE-R». È proprio questa «asimmetria normativa», sottolinea, ad aver spinto diversi esperti a invitare gli enti locali a una linea di cautela.

Da qui il richiamo alla necessità di agire entro la scadenza generale del 30 aprile, «al fine di evitare incertezze interpretative e, soprattutto, contenziosi futuri». Una posizione che Limardo difende respingendo le accuse di allarmismo. «Dunque no, non si tratta di “allarmismo”, ma di buona amministrazione», scrive, spiegando che amministrare significa prevenire i problemi «prima che ricadano sui cittadini».

Nel finale, il confronto torna sul piano della polemica politica. «Lascio volentieri il primato della “tenerezza” a questa maggioranza», afferma Limardo, parlando della «tenerezza di chi crede che il tempo non conti mai, ignorando le scadenze e le asimmetrie normative». La sua visione resta legata a un metodo preciso: «Io continuo a pensare che amministrare significhi studiare le norme, ascoltare i soggetti istituzionali competenti e scegliere con responsabilità».

E conclude: «In politica e nell’amministrazione, purtroppo per chi è distratto, il tempo conta sempre».