Esposto di Carnovale e Lacquaniti durante il primo Consiglio comunale: nel mirino il decreto sindacale del 5 giugno. L’atto sarà trasmesso al prefetto di Vibo e al Ministero dell’Interno
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Si apre con uno scontro istituzionale il nuovo corso amministrativo a San Gregorio d’Ippona. Nel corso della prima seduta del Consiglio comunale dell’11 giugno 2026, quella di insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Farfaglia, i consiglieri di minoranza Bruno Carnovale e Antonio Lacquaniti, del gruppo "Noi per San Gregorio", hanno presentato un esposto sulla composizione della giunta comunale.
I due consiglieri hanno consegnato l’atto al segretario comunale, contestando il decreto sindacale numero 13 del 5 giugno 2026 con cui il sindaco ha nominato quattro assessori.
La contestazione sul numero degli assessori
Secondo la minoranza, il provvedimento violerebbe l’articolo 1, comma 135, della legge 56 del 2014. La norma prevede che nei Comuni con popolazione fino a 3mila abitanti il sindaco possa nominare fino a due assessori, mentre nei Comuni con popolazione superiore a 3mila e fino a 5mila abitanti il numero massimo salga a quattro.
Per Carnovale e Lacquaniti, San Gregorio d’Ippona rientra nella fascia demografica inferiore ai 3mila abitanti e, di conseguenza, «il numero massimo degli assessori nominabili è fissato dalla legge in due unità». Da qui la contestazione alla scelta del sindaco, che nel decreto avrebbe sostenuto la possibilità di nominare un numero maggiore di assessori mantenendo il costo complessivo entro il tetto di spesa previsto per due componenti di giunta.
Una lettura che la minoranza considera «manifestamente infondata e priva di qualsiasi supporto normativo», perché la disposizione non riguarderebbe soltanto il contenimento della spesa pubblica, ma anche la composizione numerica dell’organo esecutivo comunale.
Il richiamo allo statuto comunale
Nel mirino finisce anche il riferimento all’articolo 25 dello statuto comunale, che prevede una giunta composta da un numero variabile da due a quattro assessori. Per il gruppo di opposizione, però, lo statuto resta una fonte subordinata alla legge e non può derogare a una disposizione statale ritenuta imperativa.
Secondo i consiglieri di minoranza, dunque, la parte dello statuto eventualmente incompatibile con la legge 56 del 2014 dovrebbe essere disapplicata nei Comuni sotto i 3mila abitanti. «Non si è in presenza di una mera irregolarità formale o di una questione interpretativa marginale», sostengono Carnovale e Lacquaniti, parlando di una giunta costituita in composizione difforme da quella consentita dalla legge.
L’esposto a prefetto e Ministero
L’esposto sarà trasmesso al prefetto di Vibo Valentia e, per conoscenza, al Ministero dell’Interno, Direzione centrale per le Autonomie locali. La minoranza sostiene che un eventuale annullamento del decreto sindacale aprirebbe un caso politico nella maggioranza, perché dei quattro assessori nominati soltanto due potrebbero rimanere in carica.
Nel comunicato si dà inoltre conto delle dimissioni, protocollate nel pomeriggio, del candidato a sindaco della lista "Noi per San Gregorio" Alessandro Lacquaniti. Al suo posto entrerà in Consiglio comunale Melina Simonetti.



