Scossone politico nel Partito democratico di Vibo Valentia, il segretario del circolo cittadino Gernando Marasco ha rassegnato, nella giornata di ieri, le proprie dimissioni irrevocabili dall'incarico, affidando la decisione a una lettera indirizzata ai componenti del direttivo, alla presidente dell’assemblea Anna Coloca, alla segretaria provinciale Teresa Esposito e al segretario regionale Nicola Irto.

Una scelta che l'ormai ex segretario definisce «ponderata e maturata principalmente per questioni di natura personale», precisando che le attuali condizioni non gli consentono di garantire «l'impegno e la presenza necessari per svolgere con efficacia le funzioni di questo delicato incarico».

Nella comunicazione, Marasco ha ripercosso l'esperienza vissuta alla guida del circolo, rivolgendo parole di gratitudine a quanti hanno condiviso con lui il percorso politico e organizzativo degli ultimi anni. «Ringrazio ciascuno di voi e tutti gli iscritti per la bella e formativa esperienza di questo percorso condiviso, fatto di cooperazione, di confronto, di sostegno dato e ricevuto», scrive, ringraziando poi anche a chi, nelle ultime settimane, ha cercato di convincerlo a rimanere al proprio posto.

Alla base della decisione non vi sono tuttavia soltanto ragioni personali, ma sul piano politico è possibile anche intravedere un rimando all’attuale fase vissuta dal partito vibonese, attraversato da forti tensioni, e che, nell’ambito del direttivo dello stesso circolo, ha registrato recentemente anche le dimissioni di Gregorio Vinci e Angelo Calzone. L'ex segretario richiama, non a caso, la necessità di consentire al circolo una nuova fase organizzativa. «Se, oltre all'impegno e alla presenza - scrive -, mancano anche gli stimoli, è opportuno farsi da parte per tempo e consentire al circolo di riorganizzarsi, in vista delle importanti sfide che ci attendono nel nuovo anno».

Nel finale, la conferma di un impegno politico che non si interrompe. «Continuerò a sostenere da militante il Partito Democratico» assicura, con l’auspicio che «la nostra coalizione possa tornare alla guida del Paese».