Nel dibattito sul futuro del porto di Vibo Marina, ormai segnato da mesi dal tema della delocalizzazione degli impianti industriali e in particolare dei serbatoi di carburante della Meridionale Petroli, Mino De Pinto sceglie una posizione controcorrente. Il coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, movimento che fa riferimento al generale Roberto Vannacci, rivendica la vocazione commerciale e industriale dello scalo e contesta l’idea che la frazione marina della città capoluogo possa puntare quasi esclusivamente sul turismo.

«Mentre Vibo dorme, Vibo Marina continua da sempre a essere produttiva», scrive De Pinto. Il riferimento è all’ormeggio di due navi cisterna, «una per Eni e l’altra per Meridionale Petroli», che avrebbe impiegato «circa 50 unità lavorative, esclusi i dipendenti dei depositi». Per De Pinto il futuro della frazione non può essere costruito contrapponendo turismo e lavoro.

«Turismo soltanto? Forse chi lo dice viene da Marte»

L’esponente di Futuro Nazionale contesta gli attacchi alle attività industriali dello scalo: «Non si può assistere ogni giorno ad attacchi strumentali da parte di leoni da tastiera o di persone che vengono a Vibo Marina solo per fare una corsetta e poi attaccano le uniche vere risorse produttive che ruotano attorno al porto». Poi l’affondo verso la politica cittadina: «Consiglieri comunali che siedono da oltre 20 anni in Consiglio, ricoprendo anche ruoli importanti nelle amministrazioni, senza che però si sia mai visto nulla di concreto e programmato». Da qui la frase che sintetizza la sua posizione: «Mi viene sinceramente da sorridere quando sento dire che Vibo Marina dovrebbe vivere soltanto di turismo. Forse chi lo dice viene da Marte».

Pennello, Capannina e statale 522

De Pinto sposta poi il discorso sulle criticità irrisolte della frazione: «Del problema Pennello, invece, nessuno parla. Da oltre 60 anni si cerca una soluzione e, nonostante dal 2012 il Comune, grazie anche all’aiuto dei residenti, abbia sostenuto le spese notarili per acquisire il suolo, passando dal Demanio marittimo al patrimonio comunale, dopo 14 anni ancora non è stato fatto nulla. Addirittura oggi non è possibile né trasferire la residenza né aprire attività commerciali».

Nel mirino finiscono anche la Capannina, dove «dopo tre anni devono ancora completare 100 metri di piazza», e viale delle Industrie, con «aree abbandonate, mai bonificate e lasciate nel degrado totale». Quindi la statale 522, per la quale «due mesi fa è stato organizzato un sit-in» chiedendo la messa in sicurezza di buche pericolose «e oggi è ancora tutto fermo».

La stilettata a Limardo e alla Lega

De Pinto attacca infine l’ex sindaco Maria Limardo, oggi nell’area della Lega, partito che lo stesso imprenditore di Vibo Marina lasciò in polemica dopo la candidatura dell’ex primo cittadino alle Regionali da parte di Matteo Salvini. Nel mirino c’è il recente sopralluogo nella frazione del vicepresidente della giunta regionale Filippo Mancuso insieme a Limardo.

«Maria Limardo è stata sindaco per 5 anni e quando governava il Comune tutto questo interesse per lo sviluppo turistico di Vibo Marina non si è mai visto», sostiene De Pinto. «Allora, quando avrebbe avuto davvero voce in capitolo, non ha fatto nulla. Quando ero segretario provinciale della Lega e sollecitavo risposte per Vibo Marina, i nostri rappresentanti istituzionali non si sono mai mossi. Ora, invece, fanno passarelle per un po’ di campagna elettorale, ma quando erano al governo non hanno mai espresso una vera programmazione per lo sviluppo del territorio».