mercoledì,Novembre 30 2022

La provincia di Vibo Valentia unica nel Sud Italia ad essere indenne da brucellosi bovina

Lo certifica il regolamento europeo pubblicato recentemente in Gazzetta. L'Asp: «Traguardo importante che valorizza i nostri allevamenti e dà maggiori sicurezze ai consumatori»

La provincia di Vibo Valentia unica nel Sud Italia ad essere indenne da brucellosi bovina

La provincia di Vibo Valentia è l’unica in Calabria e tra le pochissime nel sud Italia ad essere “ufficialmente indenne da brucellosi bovina”. Lo certifica il Regolamento n.2022/1218, pubblicato recentemente sulla Gazzetta ufficiale europea, che modifica il Reg.to 2021/620 relativamente allo status di territori indenni da malattie animali per alcuni stati membri fra cui l’Italia. «Si tratta di un traguardo importante – si legge in una nota dell’Asp di Vibo Valentia – che oltre a valorizzare il patrimonio zootecnico vibonese e le relative filiere produttive, offre maggiore garanzia di sicurezza alimentare per il consumatore». [Continua in basso]

I focolai e le misure per combattere la brucellosi

La brucellosi, malattia di origine batterica, è una delle infezioni zoonotiche più diffuse a livello mondiale. In passato considerata malattia professionale, legata al contatto diretto con gli animali, è attualmente un’infezione a trasmissione alimentare, in cui gli alimenti contaminati, prevalentemente lattiero-caseari, rappresentano la principale fonte di contaminazione per l’uomo. A partire dagli anni Novanta sono stati messi in atto specifici piani nazionali per eradicare la brucellosi bovina, attraverso il controllo periodico della popolazione animale e sull’eliminazione di tutti gli animali positivi. Gli obiettivi dei piani – spiegano dall’Asp – sono: l’eradicazione della malattia, il riconoscimento della qualifica di ufficialmente indenne (U.I.) per le aziende e i territori (province e regioni) e il mantenimento dello status sanitario di U.I. delle aziende e dei territori che hanno già ottenuto tale qualifica. Dal 2006 la persistenza dei focolai di brucellosi in alcune regioni dell’Italia meridionale, Calabria compresa, unitamente al riscontro di casi d’infezione nell’uomo, hanno indotto il Ministero della Salute ad intensificare le misure in campo attraverso l’emanazione di specifiche ordinanze. L’attuazione di tali ordinanze, si legge ancora nella nota dell’Azienda sanitaria, «ha permesso ai servizi veterinari territoriali dell’Asp di Vibo Valentia di ridurre drasticamente le percentuali di infezioni negli allevamenti, tanto da determinare un notevole miglioramento della situazione epidemiologica in tutta la regione».

Continuano i controlli negli allevamenti

La sede dell’Asp di Vibo Valentia

Ma la lotta alla brucellosi nel Vibonese era iniziata già da tempo: «Dopo 40 anni di attività mirata è stato possibile raggiungere questo brillante risultato – riferiscono dall’Asp di Vibo – grazie alla collaborazione in primo luogo degli allevatori, che hanno eseguito e condiviso le indicazioni di bio sicurezza negli allevamenti, dettate dai veterinari del Dipartimento di Prevenzione della nostra Asp e grazie al lavoro quotidiano svolto dal servizio veterinario aziendale – Area A Sanità animale (il responsabile della struttura Francesco Massara, i dirigenti medici veterinari, i medici veterinari specialisti convenzionati ed il personale amministativo)». Ma il tutto non si esaurisce qui: «L’impegno per la profilassi proseguirà per l’anno in corso e per quelli successivi mediante un controllo a campione del 25% degli allevamenti anziché del 100%. L’impegno dell’Asp per l’attività di profilassi e prevenzione sarà costante, non solo al fine di mantenere il risultato raggiunto in un territorio che potenzialmente è sempre a rischio a causa del notevole flusso di animali al pascolo provenienti da altre regioni e, dall’alto numero di animali selvatici, ma anche per raggiungere un altro importante obiettivo che è quello di “territorio indenne” per la Tbc bovina e la brucellosi ovi/caprina».

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