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I rappresentanti locali del Movimento hanno inviato una lettera alle istituzioni per chiedere che il nosocomio abbia quanto stabilito dal commissario ad acta: «L'Ospedale generale non è stato mai messo in pratica»

L'ingresso ai reparti dell'ospedale di Tropea
Sanita'

«È necessario provvedere alle gravi lacune che ogni giorno i pazienti della struttura e, soprattutto, gli emodializzati del reparto dialisi di Tropea e l’attuale personale medico debbono affrontare». Inizia così una lunga lettera firmata dal Meetup 5 Stelle di Tropea e indirizzata ai sindaci del comprensorio, all’Asp di Vibo Valentia, alla Regione, al commissario ad acta e al ministero della Sanità per chiedere un intervento urgente per la riqualificazione del locale nosocomio. I pentastellati, dopo aver spiegato che le diverse realtà occupatesi del problema nel corso degli anni (Comitato Civico Pro Ospedale, Movimento Giovanile Indipendente, Segretario Regionale Aned, Antonio Montuoro) «hanno riscontrato che non vi sono stati cambiamenti e che le promesse fatte dalla dirigenza Asp non sono state attuate», sollecitano «l’intervento a gran voce da parte dei primi cittadini» di una realtà con un bacino di circa 60mila persone in inverno e centinaia di migliaia in estate. Il meetup ha ricordato che «i sindaci di alcuni paesi del comprensorio (Drapia, Joppolo, Limbadi, Parghelia, Spilinga, San Calogero, Tropea, Zaccanopoli, Zambrone e Zungri) hanno già fatto una delibera congiunta per rendere il commissario Scura consapevole del fatto che le sue direttive sono disattese. Le istituzioni assieme ai cittadini devono essere compatti nel vigilare soprattutto in questo momento poiché è previsto l’avvicendamento del Commissario Governativo e della dirigenza dell'Asp, oltre che degli organi politici regionali». Il gruppo ha poi puntato l’indice contro «la riorganizzazione del percorso sanitario regionale in stato di commissariamento, iniziato da Scopelliti il 30 luglio del 2010, e gestito dal 12 marzo del 2015 dall’ing. Scura», definito «un continuo depauperamento delle risorse di cura del territorio tropeano e vibonese». Attenzione puntata poi sul reparto Dialisi dove «il primo dei problemi è legato all’esiguità del personale; personale che si prodiga nell’interesse della salute dei pazienti ma insufficiente a seguire i 35 pazienti che si sottopongono giornalmente al ciclo di dialisi. Si spera - incalzano - che i due medici ora in servizio non stiano mai male, che non debbano mai avere bisogno di un giorno di riposo o di ferie e, con essi, il personale infermieristico».

I cinquestelle hanno poi evidenziato le gravi lacune presenti nel nosocomio tropeano, facendo il punto dell’attuale condizione: «È necessario che Tropea rimanga “ospedale generale” - scrivono -. Infatti, secondo lo stesso “decreto Scura” - in realtà mai attuato - per l’ospedale di Tropea, in quanto Ospedale Generale, sono previsti: un reparto di Ortopedia con 10 posti letto che necessita 6 medici, 12 infermieri e 4 Oss. Attualmente è presente un ambulatorio solo per 2 mattine alla settimana (senza neanche la possibilità di fare un’ingessatura; Medicina Generale con 20 pl che necessita 6 medici, 13 infermieri e 3 Oss. Attualmente presenta 3 medici e 12 posti letto; Chirurgia con 10 pl che necessita di 6 medici, 6 infermieri e 4 Oss. Attualmente il reparto è inesistente ed è sospeso anche il servizio ambulatoriale. Geriatria con 10 pl, 1 medico, 6 infermieri e 3 Oss. Attualmente non esistente; Servizio di Oncologia medica con 8 postazioni per chemioterapia, 3 medici, 4 infermieri e 5 Oss. Attualmente retto da 1 medico, 4 infermieri ed 1 Oss. Da tenere in considerazione: nell’ospedale di Tropea esiste l’unico laboratorio di preparazione dei farmaci della provincia, medicamenti che potrebbero essere venduti alle altre aziende sanitarie della regione; Pronto Soccorso, con 3 postazioni con OBI, 6 medici, 12 infermieri e 3 Oss. Attualmente i medici sono a tempo determinato, con il rischio perenne che il personale sanitario abbandoni il servizio per altre sedi». Alla luce di quanto esposto il meetup sottolinea che «quello che il comitato Pro Ospedale richiede il rispetto integrale di quanto stabilito dalla struttura commissariale e nulla più. Lo chiede con forza al management dell’Asp ed alle preposte strutture regionali evidenziando due dati circostanziali: queste misure, previste dalla gestione commissariale, permetterebbero perlomeno di avvicinarci ai livelli essenziali di assistenza (Lea). Le spese sanitarie negative della Regione (emigrazione sanitaria) ammontano a 265 milioni di euro; procrastinare ancora tale situazione nuocerebbe seriamente al comparto turistico della Costa degli Dei, che è la prima destinazione turistica Calabrese». E ancora: «A prescindere da quanto detto, ci preme sottolineare che la Regione Calabria riceve dallo Stato fondi insufficienti rispetto al suo effettivo fabbisogno sanitario». In considerazione di quanto esposto il meetup chiede: «La verifica dei motivi per cui l’Asp di Vibo Valentia non ha predisposto ciò che era previsto nei decreti attuativi commissariali», una questione che «non riguarda solo l’ospedale di Tropea bensì tutti i presidi ospedalieri e territoriali della provincia; e che il Governo utilizzi tutti i mezzi necessari per sopperire a mancanze la cui urgenza si aggrava giorno per giorno e che non dovrebbero essere immaginabili in un paese che è, in fondo, la settima potenza economica mondiale».

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