giovedì,Aprile 18 2024

Casa comunità a Serra, la proposta: «Sia ospitata nella sede staccata del Distretto sanitario»

Il Comitato “San Bruno” individua una possibile soluzione che non danneggi né l’Asp né il Comune e che consenta alla Regione di procedere con una programmazione sanitaria adeguata al bacino d’utenza

Casa comunità a Serra, la proposta: «Sia ospitata nella sede staccata del Distretto sanitario»

L’allocazione della casa di comunità al centro di un intervento del comitato civico “San Bruno”. Attraverso una lettera del presidente, Rocco La Rizza, il sodalizio si rivolge al Comune di Serra San Bruno, all’Asp di Vibo e alla Regione. Per il Comitato risulta fondamentare ospitare la Casa comunità fuori dall’ospedale per non pregiudicare le possibilità di sviluppo del nosocomio. In tale contesto, la proposta avanzata dal Comune di Spadola, è rimasta priva di riscontri da parte dell’Azienda sanitaria. Per tali ragioni, il sodalizio ha suggerito di individuare uno stabile di proprietà del Comune di Serra. Una proposta, si fa rilevare nella missiva, che possa indurre le parti in causa (Comune di Serra San Bruno, Asp di Vibo Valentia e Dipartimento Salute della Regione Calabria) a valutarne la fattibilità. [Continua in basso]

«Il Comune di Serra San Bruno – evidenzia il Comitato- ha da tempo concesso in locazione all’Asp di Vibo Valentia tre delle quattro sezioni costituenti l’edificio, adibito a sede staccata del Distretto sanitario, sito in Via Alfonso Scrivo, avente una superficie complessiva di circa 2.200 metri quadrati. Il canone annuo ammonta a 56mila euro con proroga fino al 2028. Un terzo della struttura viene invece occupato a titolo gratuito». Alla luce di ciò il sodalizio propone che «il Comune di Serra San Bruno conceda all’Azienda sanitaria di Vibo Valentia in comodato d’uso a titolo gratuito l’ala dell’edificio posta al piano terreno oltre alla porzione dell’altra ala dello stesso già detenuta a titolo gratuito dalla medesima Asp, al fine di consentire l’allocazione della casa di comunità». Al contempo «di modificare il contratto di locazione attualmente in essere tra il Comune e l’Asp riducendone l’oggetto alle due porzioni dell’edificio poste al piano primo e di allungare la scadenza del contratto stesso equiparandola a quella del contratto di comodato». Infine si propone di adeguare il canone di locazione a 45mila euro annui (oltre oneri) nonché di «chiedere ai sindaci dei comuni del comprensorio, ovvero di Brognaturo, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, San Nicola da Crissa, Simbario, Spadola e Vallelonga, di destinare nel proprio bilancio una somma di circa 1.000 euro circa annua da corrispondere al Comune di Serra San Bruno quale contributo per il mancato introito attualmente derivante dal canone di locazione (identiche procedure adottate per il Centro per l’Impiego)».

A giudizio del Comitato la soluzione potrebbe consentire alla Regione Calabria «di portare avanti, relativamente al presidio ospedaliero di Serra San Bruno “Ospedale di zona disagiata“, una programmazione sanitaria (rete ospedaliera e medicina territoriale) che possa rispondere in maniera adeguata alle esigenze di una popolazione di circa 30.000 abitanti. All’Asp di Vibo di risparmiare circa 10.000 euro all’anno sul canone di locazione e al Comune di Serra San Bruno di mantenere quasi inalterata la previsione di entrata per le casse comunali oltre a garantire sanità per i cittadini». Infine i paesi del comprensorio potranno contribuire, «con una previsione di spesa annua minima, in maniera determinante al mantenimento sia dell’ospedale che del Distretto Sanitario e sia alla realizzazione della casa di comunità».

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