Coronavirus, parla il medico di famiglia: «No al panico, si alla prudenza» – Video

I numeri di emergenza sono tutti intasati e la gente si rivolge al proprio medico per consigli su come comportarsi. Intanto prosegue l’esodo dal Nord
I numeri di emergenza sono tutti intasati e la gente si rivolge al proprio medico per consigli su come comportarsi. Intanto prosegue l’esodo dal Nord
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Il telefono squilla in continuazione. I  numeri di emergenza sono intasati ed è al medico di famiglia che i più si rivolgono per essere tranquillizzati e sapere come comportarsi in caso di sospetta infezione.

«Più che il rischio contagio, c’è da fermare la psicosi da coronavirus» spiega Domenico Ruffo, medico condotto di Vibo Valentia. «L’allarme è infondato. Nessun caso si è verificato nella nostra regione. Si tratta di un batterio  nuovo – spiega – che si propaga più velocemente rispetto ad altri virus. L’influenza aviaria, ad esempio, era molto più virulenta ed ha provocato molte più vittime».  

Le fasce più a rischio sono gli anziani e chi soffre di patologie respiratorie, conferma il medico che spiega come i bambini che hanno contratto il coronavirus siano guariti in pochi giorni.

E mentre si tenta di tenere la situazione sotto controllo, il consiglio del medico, così come si legge nell’ordinanza emanata dal ministero della Salute, resta quello di non uscire in caso di febbre o tosse per scongiurare eventuali contaminazioni, lavarsi frequentemente le mani ed evitare luoghi affollati.

E intanto continua l’esodo al contrario. Centinaia di calabresi trapiantati in Lombardia e in Veneto, a causa della  chiusura di scuole e uffici pubblici, stanno tornando nei paesi d’origine. Alla stazione di Milano, gli autobus diretti in Calabria sono tutti al completo. Sebbene nessuno dei passeggeri provenga dalle zone rosse, la paura dei contagi aumenta. «A chi proviene dai territori vicini alle zone rosse – conclude il medico – consiglio di rimanere a casa, almeno un paio di settimane»

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