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La giovane Maddalena, in occasione degli esami di Stato, ha raccontato l’esperienza di umanità vissuta all’interno del nosocomio cittadino attraverso “Il rapporto medico-paziente”

Maddalena con il dottor Zappia
Sanita'

Ha osservato la vita scorrere tra le pareti bianche dell’ospedale. Ha raccontato l’attesa, le cure, l’evolversi di un percorso di guarigione fisico che ha profondamente cambiato il suo modo di affrontare la vita. All’esperienza personale allo “Jazzolino”, al vincolo instaurato con i “camici bianchi”, è dedicata la tesina “Il rapporto medico-paziente”, scritta da Maddalena Maria Ceravolo. La studente del liceo di Soriano Calabro, nei giorni scorsi, ha concluso gli esami di Stato superando brillantemente le prove e ottenendo 100 e lode.

Una tesi su “Il rapporto medico-paziente”

Sul tavolo una tesina “vissuta sulla propria pelle”, concepita come una raccolta di testimonianze, ben amalgamata con le materie scolastiche: dalla filosofia, con gli esperimenti medici nei campi nazisti, alla letteratura italiana con Italo Svevo, passando per la matematica con le funzioni del cuore. Nell’incipit Maddalena, già al lavoro per il futuro percorso universitario, ha parlato dei pregiudizi che quotidianamente si sprecano sullo “Jazzolino”: «Ci sono persone lì dentro - scrive - che lavorano assiduamente e impegnano il tempo della loro vita a salvarne altre. E’ quello che ho visto con i miei occhi, in un mese e mezzo di degenza». I problemi di salute sono nati all’indomani del compimento dei 18 anni, prima una semplice operazione chirurgica di appendicectomia, poi la pancreatite. Quindi l’ospedale di Vibo Valentia, poi Reggio Calabria e nuovamente Vibo Valentia: «Spesso - aggiunge Maddalena nella sua tesina - si parla di “mala sanità” dimenticando i molti casi in cui la grande professionalità, l’alto senso di dovere, l’amore per la propria professione, fanno scrivere storie di cortesia e di umanizzazione nei luoghi di cura, dove si conseguono risultati che oltrepassano ogni aspettativa».

Il ringraziamento al personale dell'ospedale “Jazzolino” di Vibo

Quello che ci hanno consegnato i familiari, chiedendo alla testata de Il Vibonese, di riportare una vicenda di grande amicizia e umanità nata in “momenti bui” tra la ragazza e i medici del nosocomio, è una testimonianza dell’impegno silenzioso di tanti operatori nel campo sanitario. Professionalità che, il più delle volte, raggiungono le pagine dei giornali per vicende di cronaca. “Il rapporto medico-paziente”, contiene inoltre i ringraziamenti ai professori, “che hanno letto e discusso le bozze di lavoro” e alla famiglia, “per la quale un semplice grazie non sarebbe mai abbastanza”. Per Franco Zappia, responsabile del reparto di Chirurgia dello “Jazzolino” e per il dottor Giovanni Petracca e l’intero staff, le frasi più significative: “Mi hanno insegnato che il dolore può renderci più profondi, può conferire maggiore splendore ai nostri occhi  e una risonanza più ricca alle nostre parole».

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