Visita diabetologica prenotata nel 2023, l’odissea di una 76enne vibonese

I familiari di una 76enne di Vena di Ionadi indignati per le lungaggini che caratterizzano il sistema sanitario: «Così ci spingono verso i privati»
I familiari di una 76enne di Vena di Ionadi indignati per le lungaggini che caratterizzano il sistema sanitario: «Così ci spingono verso i privati»
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Informazione pubblicitaria

I ritardi e le difficoltà nella prenotazione di visite tramite il Servizio sanitario nazionale rappresentano ormai un triste copione già scritto che si ripete quasi quotidianamente. L’ultima segnalazione arriva da Vena di Ionadi dove, suo malgrado, una signora di 76 anni, si è vista rimandare una prestazione sanitaria al… 2023. La donna ha necessità di sottoporsi a visita diabetologica viste le sue patologie. È infatti immunodepressa e presenta problemi ai reni. I controlli fanno parte di una routine legata alle sue condizioni di salute.

Così, impegnativa in mano, i familiari tentano la prenotazione. La risposta è incredibile. Il primo posto disponibile è il 20 aprile 2023. Una follia per i parenti dell’anziana che spiegano: «A parte le prenotazioni per le visite da fare in farmacia, il più delle volte siamo costretti a farci fare più impegnative e quindi ad andare avanti e indietro dagli studi dei dottori perché il sistema online, in base ai giorni, blocca le prenotazioni con le urgenze o con il codice P».

Tecnicismi e piroette della sanità da mandare in tilt qualsiasi utente, soprattutto i pazienti più avanti con l’età. Ma è la data disponibile a preoccupare maggiormente anche perché la donna presenta una impegnativa con priorità (visita da effettuare entro 72 ore): «È una follia. Pensiamo a quanta gente anziana si ritrova in queste situazioni ingestibili e non sa come risolverle», fa presente la figlia della 76enne.

Ma la vicenda fa emergere anche un altro problema, quello connesso alla mancanza di medici: «Ci hanno riferito che tra le cause alla base di questi ritardi c’è anche l’atavica carenza di dottori. E il povero cittadino cosa deve fare? Deve morire?», aggiunge poi. In merito alla situazione personale, i familiari non hanno dubbi: «Non possiamo attendere al 2023. Con ogni probabilità ci rivolgeremo al privato o tenteremo di contattare lo specialista. Con 100-150 euro speriamo di riuscire ad effettuare questo benedetto controllo».