Nicotera: inaugurato il Centro per la cura dell’autismo (VIDEO)

Unica struttura in Calabria, ha aperto oggi alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, oltre a tanti cittadini che non sono voluti mancare all’appuntamento

Unica struttura in Calabria, ha aperto oggi alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, oltre a tanti cittadini che non sono voluti mancare all’appuntamento

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Un disturbo che restringe lo spazio di interazione con il mondo esterno. Nei casi più gravi il contatto con la realtà si riduce a un filo sottilissimo che, senza un sostegno adeguato, continua ad assottigliarsi fino a recidersi. E’ una resistenza costante quella dei bambini autistici e delle loro famiglie. Una paziente costruzione di ponti, scale, passerelle, nel tentativo di consentire loro di relazionarsi con l’esterno, di compiere gesti quotidiani, apparentemente semplici, come allacciarsi le scarpe o versarsi un bicchiere d’acqua. A Nicotera, nel Vibonese, da oggi sono state aperte le porte del primo centro diurno specializzato per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico. Un presidio fondamentale per le famiglie dei bambini affetti da autismo, che avranno l’opportunità di interagire quotidianamente  con medici e operatori.  Un progetto, spiega la direttrice generale dell’Asp di Vibo, Angela Caligiuri – intervenuta insieme al governatore della Regione Mario Oliverio e al presidente della terza commissione regionale per la sanità Michele Mirabello – che non rappresenta un traguardo ma un punto di partenza. Un obiettivo inseguito per anni, raggiunto grazie all’impegno dell’associazione Prometeo, che si occuperà della gestione del centro, ma soprattutto dei membri dell’Angsa, l’Associazione nazionale dei genitori di pazienti autistici. 

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Ad associarsi ai saluti e ai ringraziamenti a tutte le autorità civili, militari, religiose e ai cittadini, è infatti intervenuta oggi anche la vice presidente dell’Angsa di Vibo Valentia, Caterina Vecchio.

“L’Angsa di Vibo – spiega Caterina Vecchio – si è costituita legalmente solo 18 mesi fa e da subito si è prefissata l’obiettivo di trovare per i ragazzi un locale dignitoso in cui potessero svolgere il loro percorso terapeutico. Ci siamo adoperati fin da subito per riesumare questo progetto su Nicotera, destinato a 20 minori affetti da disturbo dello spettro autistico, nato anni fa dalla sensibilità e dalla volontà sanitaria di intercettare i bisogni dei soggetti autistici e delle loro famiglie, impossibilitate a far fronte economicamente ai costi delle terapie di riabilitazione, ma rimasto per 15 anni chiuso in un cassetto. Oggi siamo molto contenti perché come associazione – spiega Caterina Vecchio – siamo riusciti a realizzare un piccolo-grande traguardo perché finalmente abbiamo un ambiente dignitoso, operatori qualificati e di alto livello che riescano ad aiutare i nostri ragazzi ad acquisire le autonomie necessarie nella loro quotidianità.

Il nostro incontro, sostenuti dal supporto fondamentale del dottore Bruno Risoleo, Responsabile della Neuropsichiatria Infantile di Vibo Valentia, con un’altra donna speciale, ha fatto scattare l’alchimia giusta e ha portato di fatto alla cerimonia odierna. Vogliamo ringraziare – ha continuato Caterina Vecchio – anche Angela Caligiuri, direttore generale dell’Asp, sempre attenta e solerte e tutti i suoi collaboratori, che hanno accolto le nostre domande e hanno dato corpo alle nostre richieste. Un grazie di cuore al dottor Prenesti e a tutti i dipendenti di questo presidio che ci hanno accolti a braccia aperte e supportati in tutto. Un saluto particolare vada a coloro che da noi genitori sono considerati i nostri angeli custodi, per la sensibilità e l’attenzione dimostrateci: il prefetto di Vibo Valentia, Guido Longo, Carmelo Casabona, già prefetto di Vibo e il vice capo di Gabinetto, Sergio Raimondo.

La gioia di questo momento è però velata di tristezza: il nostro cuore è vicino ai tanti Andrea, Valentina, Rachele, Nicola, Raffaele, che, colpevoli di aver compiuto 18 anni, pagano lo scotto delle lentezze burocratiche ed ora non possono usufruire di questo servizio. A loro e alle loro famiglie oggi si devono dare delle risposte. Oggi – ha concluso Caterina Vecchio – abbiamo piantato un seme che dovrà far crescere qualcosa di duraturo, e la politica, anche in periodi difficili può e deve assolvere il suo compito più nobile, pensare cioè alle persone fragili”.