Terapia del dolore, l’Asp di Vibo in campo contro la “sofferenza inutile”

Evento pubblico organizzato alla biblioteca comunale dal dottor Michele Carnovale, specialista in anestesia, rianimazione e di cure palliative in campo oncologico

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Evento pubblico organizzato alla biblioteca comunale dal dottor Michele Carnovale, specialista in anestesia, rianimazione e di cure palliative in campo oncologico

Il dottor Michele Carnovale
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Anche quest’anno in occasione della XVI Giornata nazionale del sollievo, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha organizzato, alla biblioteca di Vibo Valentia,  il convegno “Contro la sofferenza inutile”. 

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L’evento è stato organizzato dal dottor Michele Carnovale specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore che da tempo si occupa di terapia del dolore e di cure palliative soprattutto in campo oncologico, essendo egli referente dell’Azienda sanitaria vibonese.

L’obiettivo è stato quello di porre l’attenzione sui contenuti della legge n° 38 del 2010, che sancisce il diritto di ogni cittadino ad accedere alla terapia del dolore e alle cure palliative, sia in età adulta che in età pediatrica. 

Ha partecipato al convegno il direttore sanitario dell’Asp Michelangelo Miceli che ha manifestato vivo interesse per l’iniziativa, rimarcando il fatto che l’ammalato deve essere assistito con competenza e dignità fino alla fine della sua vita. 

Subito dopo è intervenuto il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Vibo Valentia Antonino Maglia. A seguire sono intervenuti Antonino Iaria coordinatore regionale del Progetto la terapia del dolore e delle cure palliative, Peppino Oppedisano direttore dell’Uo di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Vibo Valentia, la psicologa Vittoria Vardè che si è soffermata sugli aspetti psicologici nella palliazione, Sara Fiorillo che ha illustrato l’importante tema dell’assistenza domiciliare al paziente terminale e la sua presa in carico, e infine Mary Gioffrè presidente dell’associazione “Insieme per” che si occupa da molto tempo dei malati oncologici.

 

«Pur rimanendo fermi nei principi etici, morali e giuridici ad aiutare le persone cosiddette fragili che devono affrontare l’ultimo periodo della propria vita, siamo contro ogni tipo di  “sofferenza inutile” – ha commentato il dottor Michele Carnovale – sappiamo che la loro fragilità li fa entrare in una dimensione diversa rispetto alla persona sana. Questo lo sappiamo perché tutti noi abbiamo avuto contatto con malati oncologici, familiari e non, e a loro più di ogni altro va garantita la dignità e la vicinanza umana».