lunedì,Maggio 17 2021

All’Usca non rispondono, l’odissea di una ragazza reduce dal Covid: «500 chiamate per un certificato»

VIDEO - La testimonianza di una giovane vibonese che denuncia i disservizi dell'Azienda sanitaria provinciale.: «In altre regioni esiste l’assistenza post virus, perché qui no?»

All’Usca non rispondono, l’odissea di una ragazza reduce dal Covid: «500 chiamate per un certificato»

Ben 500 tentativi di chiamata e due giorni di attesa per un certificato medico di guarigione. È la disavventura di una ragazza di Vibo Valentia che ha deciso di denunciare pubblicamente i disservizi dell’Azienda sanitaria provinciale ed in particolare delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, istituite in seguito al dilagare della pandemia, con l’intento di limitare gli accessi agli ospedali da parte di pazienti covid ed evitare così il collasso dei Pronto soccorso e dei reparti di Malattie infettive.

La solitudine dei malati Covid

«Ai numeri di telefono pubblicati sul sito dell’Asp rispondono sporadicamente», denuncia la donna reduce dal virus che l’ha abbattuta sia a livello fisico che psicologico. Un’odissea vissuta da tutta la famiglia sin da quando a dicembre scorso hanno scoperto di essere affetti dal Covid. Una settimana di attesa per effettuare il tampone e innumerevoli tentativi di mettersi in contatto con gli operatori sanitari. «Ci siamo sentiti abbandonati», aggiunge. Il virus ha messo a dura prova lei e i suoi anziani genitori. Sono guariti, ma le cicatrici restano. «Ho ancora i postumi – dice -. Chi sconfigge il Covid non guarisce completamente», ammette. Tant’è che dovrà sottoporsi a una serie di visite, previo certificato di guarigione che deve fornire l’Asp, ma «è più facile vincere un terno al lotto che avere una risposta». Ci mostra lo screenshot del suo telefono che nella giornata di ieri ha registrato 361 tentativi di chiamata all’Usca

Una petizione per attivare i “Follow Up”

«Stamattina sono stata fortunata. Alla telefonata numero 62 mi hanno risposto. Ho dovuto insistere affinché mi inoltrassero il certificato che mi darà la possibilità di fare l’Rx al torace. A pagamento naturalmente». Già, perché mentre in tutte le altre parti d’Italia, sono stati istituti i follow Up per pazienti post covid-19, cioè un programma di sorveglianza che consente di accedere gratuitamente a visite specialistiche per individuare eventuali complicanze del virus.  «In Calabria – dice amareggiata – il servizio non esiste». La stessa ha lanciato una petizione rivota all’Asp e alla Regione Calabria affinché venga attivato un servizio indispensabile per tutte quelle persone colpite dal Covid. Istanza che ad oggi non ha sortito alcun effetto.

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