L'Azienda sanitaria di Vibo Valentia ha recentemente istituito un gruppo di lavoro aziendale. L’organismo avrà il compito di razionalizzare e riorganizzare gli spazi interni degli ospedali di Vibo Valentia, Serra San Bruno e Tropea, tenendo conto dei nuovi bisogni assistenziali e dell'evoluzione del sistema sanitario.

L'iniziativa – si legge nella delibera Asp 451 datata 28 luglio - nasce dall'esigenza di adeguare l'organizzazione ospedaliera all'invecchiamento della popolazione, all'aumento delle patologie croniche, all'innovazione tecnologica e alla maggiore integrazione tra ospedale e territorio prevista dalle più recenti normative nazionali.

La sede dell'Asp di Vibo Valentia
La sede dell'Asp di Vibo Valentia

Le finalità

Il provvedimento punta a rendere più efficiente l'utilizzo di reparti, posti letto, sale operatorie e servizi, migliorando i percorsi di cura e l'impiego delle risorse disponibili. Il gruppo sarà coordinato dal direttore sanitario aziendale e sarà composto dai direttori dei principali dipartimenti ospedalieri, dai responsabili della gestione tecnica, della programmazione, del rischio clinico e della sicurezza, con la possibilità di coinvolgere ulteriori figure professionali in base alle necessità. La delibera precisa che il provvedimento non comporta nuovi oneri di spesa.

L’intervento del Comitato San Bruno

In merito alla costituzione del nuovo gruppo di lavoro, il Comitato San Bruno esprime un giudizio positivo: «Ogni iniziativa finalizzata a migliorare l'organizzazione, l'efficienza e la qualità dell'assistenza sanitaria – affermano i componenti del sodalizio – non può che trovare il nostro apprezzamento».

Allo stesso tempo, però, il Comitato chiede massima trasparenza sul futuro dell'ospedale di Serra San Bruno. «Negli ultimi anni – evidenzia – abbiamo assistito a una progressiva riduzione dei posti letto, alla mancata attivazione della Struttura complessa di Riabilitazione prevista dalla programmazione regionale, al mancato turn-over del personale sanitario collocato in quiescenza e alle difficoltà che hanno interessato diversi servizi ospedalieri. A ciò si aggiunge la realizzazione della Casa della Comunità all'interno del presidio, che ha comportato una diversa distribuzione degli spazi».

Il sodalizio chiede quindi di conoscere «il progetto complessivo previsto per l'ospedale di Serra San Bruno, quali ulteriori interventi di riorganizzazione degli spazi siano programmati e se tali modifiche interesseranno reparti, servizi o posti letto». Inoltre, sollecita chiarimenti sugli interventi previsti «per il potenziamento del presidio, il completamento della Riabilitazione, il rafforzamento dell'emergenza-urgenza e la sostituzione del personale cessato dal servizio».

Il futuro dell’ospedale San Bruno

«Si tratta di domande legittime – sottolinea il Comitato – che nascono esclusivamente dalla volontà di comprendere quale sarà il futuro del nostro ospedale».

Il Comitato San Bruno ribadisce, inoltre, di non essere contrario alla medicina territoriale: «Al contrario, riteniamo che ospedale e territorio debbano integrarsi, ma questa integrazione non deve mai tradursi in un progressivo depotenziamento delle funzioni ospedaliere. L'ospedale di Serra San Bruno è classificato come Ospedale di Zona particolarmente disagiata e, proprio per questo, deve essere tutelato e rafforzato nel rispetto di quanto previsto dal D.M. 70/2015».

Infine, il sodalizio auspica che il gruppo di lavoro istituito dall'Asp rappresenti «un'opportunità per rilanciare il presidio ospedaliero, valorizzarne le peculiarità e programmare investimenti concreti, condividendo con il territorio obiettivi e scelte che riguardano una struttura essenziale per l'intera area delle Serre».

«Il futuro dell'ospedale di Serra San Bruno – conclude il Comitato – riguarda un intero territorio e, proprio per questo, merita chiarezza, confronto e piena partecipazione della comunità».