I rimborsi per le spese di trasporto accumulano mesi di ritardo e i pazienti dializzati della provincia di Vibo Valentia tornano a denunciare una situazione che definiscono ormai insostenibile. A farsi portavoce del disagio sono gli utenti dei distretti di Vibo Valentia, Tropea, Nicotera e Serra San Bruno, costretti più volte a settimana a raggiungere i centri dialisi per sottoporsi a cure indispensabili.

Secondo quanto riferisce un giovane di Zungri in dialisi da 19 anni, risultano ancora da liquidare i rimborsi relativi ai mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile, mentre a breve matureranno anche quelli di maggio e giugno.

«Si tratta di un nostro diritto – spiega il portavoce – ma continuiamo a non ricevere risposte. Chiamiamo l'Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) dell'Asp di Vibo Valentia e ci viene detto che saranno effettuate verifiche e che verremo ricontattati. Poi però nessuno richiama e, quando proviamo a telefonare nuovamente, spesso non risponde nessuno».

Numerosi i tentativi effettuati per ottenere informazioni.

«L'ultima volta siamo stati pagati tra febbraio e marzo – raccontano – ma si trattava dei rimborsi relativi ai mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre dell'anno precedente. I ritardi ci sono sempre stati, ma in passato si parlava di qualche settimana. Adesso arriviamo a quattro, cinque o addirittura sei mesi».

Una situazione che coinvolgerebbe decine di persone. Solo nel centro dialisi di Vibo Valentia sarebbero circa quaranta i pazienti interessati, ai quali si aggiungono quelli che effettuano le cure nei presidi di Tropea, Nicotera e Serra San Bruno.

L'importo dei rimborsi varia in base alla distanza percorsa per raggiungere le strutture sanitarie. «C'è chi percepisce circa 200 euro al mese, chi 300 o 350 euro e chi arriva anche a 600 euro perché proviene da comuni più lontani della provincia».

I contributi servono a coprire almeno in parte le spese sostenute dai pazienti che utilizzano mezzi propri per raggiungere i centri dialisi. «Noi affrontiamo questi viaggi per poter ricevere cure salvavita. Se i rimborsi non vengono erogati con regolarità, diventa sempre più difficile sostenere le spese».

Nel racconto dei pazienti emerge anche un altro tema: «L'assistente sociale che seguiva il reparto è andata in pensione. Chi è subentrato è stato trasferito negli uffici della direzione sanitaria e, nonostante avesse assicurato una presenza costante tra i pazienti, sarebbe stato visto una sola volta».

«Parlo a nome di tutti i dializzati dei distretti di Vibo Valentia, Tropea, Nicotera e Serra San Bruno. Non stiamo chiedendo favori, ma soltanto il rispetto di un diritto e risposte chiare sui tempi dei pagamenti», conclude.