Il paese e i centri limitrofi sono a rischio di totale scopertura dal prossimo 15 marzo. Chiesti chiarimenti all’azienda sanitaria e tempi certi per il ripristino del servizio
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Il Comune di Dasà torna a lanciare l’allarme sulla continuità dell’assistenza pediatrica. Con una lettera formale indirizzata ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, al presidente della Regione Calabria Occhiuto e al prefetto Colosimo, il sindaco Raffaele Scaturchio ha presentato un esposto-diffida per denunciare la situazione “grave e persistente” che coinvolge centinaia di famiglie del territorio.
Da mesi Dasà e i comuni limitrofi dell’entroterra vibonese sono privi del pediatra di libera scelta titolare, la dottoressa Siclari, assente per malattia. Il servizio era stato temporaneamente garantito dal dottor Alessio Mancuso, incaricato come sostituto.
Ma proprio in questi giorni ai pazienti, spiega il sindaco, è stata comunicata la sua decisione di dimettersi, con effetto dal 15 marzo 2026. Una data che rischia di lasciare nuovamente scoperto il servizio, aggravando una situazione già definita “critica” dall’amministrazione comunale.
Nella diffida, il sindaco chiede all’Asp chiarimenti immediati su cinque punti chiave: conferma ufficiale delle dimissioni del pediatra sostituto; provvedimenti già adottati o in corso per la sua sostituzione; eventuale nomina di un nuovo professionista e tempi di presa di servizio; misure temporanee per evitare la totale scopertura; tempi certi per il ripristino stabile del servizio.
Il primo cittadino sottolinea che ulteriori ritardi sarebbero “lesivi dei diritti della popolazione minorile”, richiamando l’art. 32 della Costituzione sul diritto alla salute.
La mancanza di un pediatra costringe molte famiglie a spostarsi verso altri comuni per visite e prestazioni di base - denuncia il sindaco -, con difficoltà logistiche ed economiche. In alcuni casi, si ricorre impropriamente ai pronto soccorso, contribuendo a sovraccaricare il sistema sanitario. Scaturchio evidenzia inoltre come l’entroterra vibonese sia già penalizzato dalla progressiva riduzione dei servizi essenziali, e come la continuità dell’assistenza pediatrica rappresenti un presidio fondamentale per la tutela dei minori.
L’amministrazione comunale chiede una risposta scritta entro cinque giorni dal ricevimento della diffida. In caso contrario, si riserva di rivolgersi ad altre sedi istituzionali e giudiziarie per tutelare la comunità.

