“Mo’ basta, denunciamoli”. I comitati a difesa degli ospedali di Vibo, Serra e Tropea non potevano scegliere un titolo più esplicito per annunciare una nuova manifestazione di protesta che prevede, appunto, la presentazione di un esposto in Procura per “interruzione di pubblico servizio”. «Per ora – spiegano sui social – la denuncia sarà riferita soltanto agli interventi di urologia e proctologia all’ospedale di Tropea», ma, avvertono, è solo l’inizio di una rinnovata e più decisa mobilitazione contro le criticità della sanità vibonese.

Non pare dunque aver rasserenato gli animi l’emanazione da parte del commissario ad acta e presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di un nuovo Dca che assegna alla sanità vibonese 7 milioni di euro da un plafond complessivo di 40 milioni, fondi residui dell’emergenza Covid distribuiti a favore di tutte le province calabresi.

Un decreto che ha generato reazioni diametralmente opposte. Da una parte i sindaci vibonesi del comitato ristretto (Giordano, Romeo, Pititto, Marasco e Massa), che hanno espresso grande soddisfazione per quello che hanno definito «un risultato importante, frutto di un’azione costante, unitaria e determinata», dall’altra comitati e associazioni che invece esprimono critiche durissime, considerando il “Dca Vibo” l’ennesima beffa. Di questa opinione è, ad esempio, l’associazione Ali di Vibonesità, che ha parlato di «presa in giro ai danni dei cittadini», considerando lo stanziamento del tutto insufficiente a superare le principali criticità.

Ora, l’annuncio della nuova mobilitazione da parte dei comitati, che si sono dati appuntamento davanti all’ospedale Jazzolino sabato 27 dicembre (ore 11), per poi recarsi in Procura a depositare la denuncia. Come più volte spiegato, a far traboccare il vaso dell’esasperazione è stato lo stop agli interventi nel reparto di Urologia dell’ospedale di Tropea, che serve l’intera provincia. Un’impasse causata dalla mancanza di anestesisti e dalle conseguenti dimissioni dell’urologo Alberto Ventrice.