La denuncia del primo cittadino: «I nostri concittadini fanno i salti mortali per raggiungere il punto dialisi di Serra San Bruno tre volte a settimana». L’appello ai vertici della sanità vibonese perché si superi l’ostacolo burocratico che blocca tutto
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Due pazienti dializzati di Nardodipace sarebbero rimasti da circa due mesi senza il servizio di accompagnamento necessario per raggiungere il centro dialisi di Serra San Bruno. È questa la denuncia al centro dell’intervento del sindaco Romano Loielo, che ha deciso di rivolgersi pubblicamente ai vertici dell’Asp di Vibo Valentia per chiedere una soluzione immediata. Il caso riguarda due cittadini che, secondo quanto riferito dal primo cittadino, devono sottoporsi a dialisi tre volte a settimana. Una condizione che rende il trasporto non un servizio accessorio, ma una componente essenziale del percorso di cura. «Da circa due mesi - afferma Loielo - i due concittadini dializzati di Nardodipace si trovano senza il necessario servizio di accompagnamento». Una situazione che, sempre secondo il sindaco, li costringerebbe a organizzarsi con enormi difficoltà per raggiungere il punto dialisi serrese.
Loielo collega la vicenda a un più generale problema di funzionamento della sanità territoriale nel Vibonese, richiamando anche le criticità che negli ultimi mesi hanno interessato l’ospedale di Serra San Bruno e i servizi di emergenza. Il sindaco, tuttavia, concentra l’attenzione soprattutto sulle ricadute concrete per i cittadini più fragili, in particolare per chi necessita di cure salvavita. «Questi due cittadini - sottolinea il primo cittadino - devono fare i salti mortali per raggiungere il punto dialisi di Serra San Bruno tre volte a settimana». Uno dei due pazienti, precisa Loielo nella sua nota, avrebbe anche gravi difficoltà motorie, circostanza che renderebbe ancora più complessa l’assenza di un accompagnamento strutturato.
Secondo quanto sostiene il sindaco di Nardodipace, il disservizio sarebbe legato a passaggi amministrativi non ancora completati, necessari per riattivare il servizio di trasporto. Loielo parla in particolare della necessità di predisporre un’attestazione relativa ai pazienti dializzati del territorio, utile all’organizzazione dell’accompagnamento. Il primo cittadino riferisce che il servizio sarebbe già stato affidato a un’associazione del Vibonese, ma che l’attivazione concreta sarebbe ancora ferma. Da qui la richiesta rivolta all’Azienda sanitaria provinciale affinché vengano superati i ritardi e sia ripristinata una risposta adeguata per i pazienti interessati.

