La sanità calabrese al centro del confronto tra la Tazzina della Legalità e il direttore generale del Dipartimento Salute e Welfare, Ernesto Esposito. La delegazione dell’associazione, composta dal presidente Sergio Gaglianese, dal referente per la Sanità Giovanni Primerano e dall’addetto stampa Francesco Iuliano, ha incontrato il dirigente lunedì 26 ottobre alla Cittadella regionale.

Sul tavolo, alcune proposte per rafforzare la specialistica ambulatoriale e la diagnostica sul territorio, ridurre i tempi d’attesa e favorire diagnosi più tempestive. Secondo l’associazione, servizi più accessibili potrebbero contribuire anche a limitare gli accessi impropri ai Pronto soccorso e a contenere la spesa, evitando esami ripetuti o non appropriati.

Un altro tema affrontato è la mobilità sanitaria passiva, che spinge molti calabresi a spostarsi fuori regione per curarsi e sottrae risorse al sistema sanitario regionale. La delegazione ha illustrato possibili interventi per intercettare una parte di questi pazienti, attraverso il potenziamento dell’offerta e una migliore organizzazione dei servizi.

Le proposte verso il confronto con Occhiuto

Durante l’incontro sono state individuate ipotesi considerate percorribili nell’immediato e altre che richiedono approfondimenti tecnici o il superamento di vincoli normativi e organizzativi. La Tazzina della Legalità ritiene necessario affrontare anche il funzionamento dei meccanismi nazionali di finanziamento e compensazione della mobilità sanitaria, per evitare che le differenze nell’offerta tra regioni si consolidino.

Le proposte sono state accolte con interesse da Esposito e saranno ulteriormente definite prima di essere sottoposte al presidente della Regione, Roberto Occhiuto. L’associazione auspica che il successivo confronto istituzionale porti a un percorso operativo per rimuovere gli ostacoli che limitano gli interventi.

«Il nostro compito non è limitarci a denunciare ciò che non funziona, ma contribuire a individuare ciò che può essere fatto per cambiare le cose», afferma Gaglianese. «Sulla sanità calabrese non servono altre dichiarazioni di principio: servono proposte concrete, tempi certi e la capacità di superare gli ostacoli che impediscono ai cittadini di ottenere risposte adeguate».

Per il presidente dell’associazione, investire sulla specialistica territoriale e sulla diagnostica significa «prevenire, curare prima, ridurre gli sprechi e alleggerire i Pronto soccorso». Contrastare la mobilità passiva, aggiunge, vuol dire recuperare risorse e fiducia in un sistema sanitario che deve tornare a essere un riferimento per i calabresi.