martedì,Ottobre 19 2021

Chiusura della piscina di Vibo, fra fallimenti e canoni non incassati dal Comune

La struttura non riaprirà in tempi brevi per via del fallimento della società che l’aveva in gestione. La beffa per gli utenti e il rischio per gli interventi di manutenzione dell’impianto

Chiusura della piscina di Vibo, fra fallimenti e canoni non incassati dal Comune
L'ingresso della piscina comunale di Vibo Valentia
L’ingresso della piscina comunale

Non riaprirà la piscina comunale di Vibo Valentia di località Maiata. O, almeno, non riaprirà in tempi brevi. E, forse, neanche aspettando tempi più lunghi. Dopo la chiusura a causa del Covid e della pandemia, con la riapertura solo agli atleti per gli allenamenti utili alle attività agonistiche, il fallimento nel luglio scorso della Cosenza Nuoto Ssd – che aveva in gestione la piscina comunale di Vibo – complica ogni cosa. Il Comune di Vibo  Valentia – proprietario della struttura – dovrà ora iscriversi nella lista dei creditori e rapportarsi con il curatore fallimentare, quest’ultimo già nominato dal Tribunale di Cosenza. Così anche numerosi vibonesi – che avevano pagato la quota di iscrizione sino a tre mensilità per le loro attività in acqua – hanno già ricevuto dal curatore fallimentare la comunicazione di avvio della procedura per presentare le domande di insinuazione al passivo. [Continua in basso]

Un po’ di storia…

La Cosenza Nuoto Asd (poi trasformata in SSD) è concessionaria della gestione dell’impianto di località Maiata di Vibo Valentia dal 2013 con un contratto firmato in quell’anno e scadente nel 2023 per il quale, a garanzia dei canoni dovuti, era stata costituita apposita garanzia fideiussoria.

I conti che non tornano…

Esaminando i dati del Rendiconto 2019 del Comune di Vibo Valentia – disponibili sul sito on line dell’ente – è facile rilevare che la somma che il Comune avanzava dalla Cosenza Nuoto a fine anno ammontava a oltre 29mila euro. A conti fatti, quindi, dei 5.000 euro di canone annuale maturati a favore del Comune a partire dal 2013, l’ente ha sinora incassato ben poco. Questo, almeno, quanto si evince dall’elenco dei residui attivi 2019 del Comune di Vibo per somme da riscuotere per canoni di concessione della piscina a partire dal 2013, senza che sia mai stata escussa e fatta valere la garanzia prestata al Comune dalla Cosenza Nuoto per incamerare le somme. [Continua in basso]

La sorte dell’impianto

I vibonesi, stando così le cose, si chiedono a questo punto che ne sarà non solo delle quote anticipate per le loro attività nella piscina, ma dello stesso impianto sportivo, posto che da luglio l’assessorato allo Sport del Comune e il settore Patrimonio avrebbero dovuto rimetterlo in funzione.

Da tenere ben in considerazione, a tal proposito, che il Tribunale di Cosenza non ha autorizzato l’esercizio provvisorio dell’attività della Cosenza Nuoto per la gestione della piscina di Vibo Valentia, peraltro neanche ipotizzato dal curatore fallimentare.
In mancanza di interventi di manutenzione anche ordinaria della piscina – soprattutto dopo diversi mesi di chiusura per via del covid – il Comune di Vibo potrebbe così ritrovarsi a dover effettuare costosi interventi di manutenzione straordinaria. E con quali fondi – è lecito chiedersi – non avendo mai incassato i canoni?

E che fine faranno, nel frattempo, le scuole di nuoto attive all’interno della struttura prima del Covid così come i numerosi gruppi di sportivi, adolescenti e bambini che frequentavano la piscina?

«Il tutto è sotto la nostra stretta attenzione – ha dichiarato il sindaco Maria Limardo ad un quotidiano locale -. Passerà del tempo, dobbiamo ammetterlo, non so dire quanto, ma posso assicurare tutti quanti che sul piano delle intenzioni questa amministrazione è già al lavoro». Buone intenzioni che da sole – aggiungiamo noi – in questo caso potrebbero davvero non bastare.  

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