Zalone: «Nel mio film battuta terribile su Vibo». E scatta la critica preventiva

Il film non è ancora nelle sale ma il comico chiede scusa in anticipo. Il consigliere Rino Putrino s’indigna: «Inaccettabile»
Il film non è ancora nelle sale ma il comico chiede scusa in anticipo. Il consigliere Rino Putrino s’indigna: «Inaccettabile»
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Una scena del nuovo film di Zalone
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Quella battuta ancora nessuno l’ha sentita e la definizione di “terribile” gliela attribuisce lo stesso autore: Checco Zalone. Oggetto della stessa: la città di Vibo Valentia. Il celeberrimo comico pugliese ne parla in un’intervista al Corriere della Sera rispondendo alle accuse di razzismo rivoltegli per il modo in cui tratta l’immigrazione nel suo nuovo film “Tolo tolo” che sarà nella sale dal primo gennaio. «Io razzista? Escludo che qualcuno possa essere così stupido da pensarlo davvero – ha detto l’attore pugliese -. Non sono razzista neanche verso i salentini, che per noi baresi sono i veri terroni. E neppure con i foggiani, anche se molti di loro si sono risentiti per una canzone che ho cantato da Fiorello. Ne approfitto per chiedere scusa ai foggiani: lo giuro, non penso che appartengano a una razza inferiore… E chiedo scusa pure ai calabresi: nel nuovo film c’ è una battuta terribile su Vibo Valentia». Evidente il tono dissacrante utilizzato da Zalone anche nel corso dell’intervista. Tuttavia, anche il seppur marginale riferimento a Vibo Valentia – ancora prima di conoscere la reale esistenza e soprattutto il contenuto della “terribile battuta” – è bastato a suscitare le ire di Rino Putrino, consigliere comunale con delega allo Sport, che non ha perso tempo a digitare sulla tastiera e manifestare il suo sdegno in una nota.

«Possibile che dobbiamo continuare a sentirci mortificati, facendoci scivolare tutto addosso senza reagire? – domanda -. Possibile che ci dobbiamo sentire gli ultimi sempre e comunque, nonostante gli sforzi della gente perbene che viveva questa latitudine? Sarà per la vibonesità che mi pervade, sarà per il calore e l’amore che nutro per la mia città e la mia terra, sarà per il senso di appartenenza a Vibo Valentia, trasfuso negli anni da mio padre, ma io mi sento profondamente offeso e sono stanco che la mia amata città venga citata spesso, per non dire soltanto, per fatti negativi». Quindi, sulle scuse preventive di Zalone: «credo non sia sufficiente e non basti chiedere scusa. Oppure trincerarsi dietro un “non era mia intenzione…”. È’ troppo facile e comodo. Ora basta. Vibo Valentia ed i vibonesi, meritano rispetto. Io – conclude – non andrò a vedere l’ultimo film di Zalone. Spesso mi ha fatto ridere. Ma stavolta, e non è la prima volta, mi ha fatto dispiacere. Tanto».

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