‘Nduja in aereo, il Gal al lavoro per superare le limitazioni

Avviata dal Gruppo di azione locale un’interlocuzione con l’aeroporto di Lamezia Terme. L’idea è quella di replicare la battaglia (vincente) intrapresa dai produttori del pesto ligure
Avviata dal Gruppo di azione locale un’interlocuzione con l’aeroporto di Lamezia Terme. L’idea è quella di replicare la battaglia (vincente) intrapresa dai produttori del pesto ligure
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L'incontro alla Sacal
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Portare la ‘nduja in aereo e farla “volare” nel bagaglio a mano. È questo l’obiettivo cui il Gal Terre vibonesi sta lavorando da alcuni mesi. Un progetto tutto in itinere che vede il gruppo di azione locale impegnato in prima fila per avviare alcune iniziative contro le limitazioni sul trasporto nel bagaglio a mano sugli aerei. Ecco che, come annunciato dal presidente Vitaliano Papillo e dall’amministratore delegato Franco Barbalace, un piccolo ma considerevole passo in avanti è stato fatto con l’incontro, definito proficuo, con il direttore Sacal Piervittorio Farabbi, negli uffici dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme.

Sicuramente, a dare un impulso in più verso questa direzione, sono stati anche i recenti articoli nei quali si raccontava, da un lato, l’esperienza tragicomica dei passeggeri costretti a cestinare il prodotto simbolo della Calabria, dall’altro la necessità di attenersi alle norme aeroportuali da parte del personale impiegato nel controllo bagagli.

Il confronto, informano i protagonisti, è servito per delineare una strategia comune in grado di bilanciare le esigenze di sicurezza con quelle dei viaggiatori. Pertanto la cautela è d’obbligo. Il tema tuttavia ha suscitato ampio dibattito e coinvolto utenti, imprenditori e associazioni che hanno evidenziato la necessità di promuovere e valorizzare le eccellenze del territorio, tra cui il famoso insaccato (considerato alla stregua di un salame piccante), non frapponendo ostacoli al suo trasporto. Le novità, quasi certamente, non tarderanno ad arrivare.

Giova ricordare che un’iniziativa analoga venne intrapresa, con successo, dagli estimatori del pesto alla genovese (il cui trasporto al pari della ‘nduja non era consentito nel bagaglio a mano) che, grazie al via libera dell’aeroporto di Genova, ottennero nel 2017 la possibilità di trasportarne fino a mezzo chilo.   

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