La “guerra delle aule”, presidi contro a Vibo: a pagare sono gli studenti – Video

Il braccio di ferro tra i dirigenti del Capialbi e dell’Ite sfocia in una denuncia in Procura: il primo accusa il collega di «sabotaggio»; il secondo si difende: «Serve piano di sicurezza». Nel frattempo 200 ragazzi sono costretti alla didattica a distanza
Il braccio di ferro tra i dirigenti del Capialbi e dell’Ite sfocia in una denuncia in Procura: il primo accusa il collega di «sabotaggio»; il secondo si difende: «Serve piano di sicurezza». Nel frattempo 200 ragazzi sono costretti alla didattica a distanza
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La campanella, per duecento studenti del Liceo Vito Capialbi di Vibo Valentia, non è suonata neppure questa mattina.  La carenza di aule ha costretto il dirigente scolastico ad riattivare la didattica a distanza. Una soluzione che, però, non va giù agli studenti i quali stamattina hanno messo in atto l’ennesima protesta.

Eppure le aule ci sarebbero, con tanto di parete divisoria. Ce le mostra il dirigente scolastico dell’Istituto tecnico economico Galileo Galilei. Sono le otto aule reperite dalla Provincia nel luglio scorso e ubicate al secondo piano del plesso scolastico.

«Sarebbero dovuti venire a  sistemare le aule, ma non si è visto nessuno, né a pulire, tantomeno a sanificare, neppure a sistemare banchi e sedie, ancora accatastati nel corridoio. Eppure l’amministrazione provinciale, il 17 settembre  – precisa Genesio Modesti, il dirigente dell’Ite –  ha invitato la scuola del preside Scalamandrè a prenderne possesso».

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Antonello Scalamandrè

Conferma la circostanza anche il dirigente scolastico del Capialbi, che nel primo pomeriggio di ieri ha convocato una conferenza stampa per fare chiarezza sulla vicenda che sta tenendo col fiato sospeso studenti e genitori: «In quell’occasione – dice Antonello Scalamandrè – ci era stato prospettato l’ingresso attraverso la scala d’emergenza. Abbiamo detto no, anche perché la scala esterna deve essere lasciata libera e utilizzata solo in caso di necessità».

Su quest’ultimo punto concorda anche il suo collega, per il quale «la Provincia avrebbe dovuto predisporre due entrate separate». Un problema, quello dell’ingresso, che appare risolvibile: «Potrebbero entrare dall’entrata principale, basterebbe predisporre – spiega Modesti –  entrate e uscite scaglionate per evitare assembramenti».

Ma la faccenda appare tutt’altro che chiarita. Venerdì scorso, alla vigilia dell’apertura del nuovo anno scolastico,  gli operatori scolastici non hanno potuto pulire le aule per assenza di acqua. Non solo. Sedie e banchi sarebbero stati scaraventati nel corridoio e resi quasi inutilizzabili. Non ha dubbi il preside Scalamandrè: «È stato fatto un sabotaggio per impedirci di prendere possesso delle aule». Per dirla ancora con le parole del dirigente scolastico: «Siamo vittime di ostruzionismo da parte del dirigente scolastico della Ragioneria». Accusa pesante. Una convinzione che ha portato il preside Scalamandré a scrivere al prefetto e a denunciare i fatti alla Procura di Vibo Valentia.

Genesio Modesti

«Non è vero che non voglio accogliere i ragazzi del magistrale – si difende Modesti -. Ho chiesto solo che venga predisposto un piano di sicurezza. Nessun ostruzionismo, anzi – ribatte – io sono stato l’unico dirigente a mettere a disposizione le aule». E sulla questione dei banchi e delle sedie che si trovano accatastati nel corridoio replica: «Devono sistemarli i colleghi del liceo, non noi».

E intanto, mentre prosegue la querelle, questa mattina i due dirigenti scolastici si incontreranno alla Provincia per un faccia a faccia, il primo dopo mesi di battaglie a colpi di carta bollata. Un incontro chiarificatore, che si spera possa permettere ai duecento studenti di tornare tra i banchi di scuola, dopo sei lunghi mesi di lockdown.