Vibo Marina “falso storico”, mai deliberata la sostituzione di Porto Santa Venere

Intanto in seno alla II Commissione del Comune prosegue la discussione sulla proposta del consigliere Lorenzo Lombardo per la ridenominazione della popolosa frazione
Intanto in seno alla II Commissione del Comune prosegue la discussione sulla proposta del consigliere Lorenzo Lombardo per la ridenominazione della popolosa frazione
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Si tratta di una “vexata quaestio”, una questione tormentata che è stata, negli anni, lungamente dibattuta senza che si sia mai giunti a una conclusione. Correva l’anno 2010 quando la VI commissione consiliare del Comune di Vibo Valentia esprimeva, all’unanimità, parere favorevole in merito alla proposta deliberata dal Consiglio della IV Circoscrizione in cui veniva richiesto il cambio di nome per la frazione di Vibo Marina. Ma la delibera si perse nelle imperscrutabili vischiosità burocratiche, certamente favorite da una poco favorevole propensione della classe politica a dare attuazione a quanto richiesto, con votazioni espresse entrambe all’unanimità, dal Consiglio circoscrizionale e dalla  competente Commissione consiliare comunale. [Continua]

In una corposa ed esaustiva relazione posta a corredo della proposta reiterata nella corrente consiliatura, viene messo in evidenza come la cancellazione dell’antico nome di Porto Santa Venere, con cui veniva identificata la cittadina costiera, è frutto, in realtà, di un grossolano errore amministrativo avvenuto all’indomani della nuova denominazione di Monteleone in Vibo Valentia. La delibera del consiglio comunale del 23.2.1927, con la quale veniva approvata, all’unanimità, la proposta avanzata dalla locale sezione dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra per dare alla città il nome di Vibo Valentia, specificava in modo chiaro che i borghi costieri avrebbero mantenuto i loro nomi e che la denominazione di “Marina di Vibo Valentia” era da attribuire al territorio costiero nel suo insieme, indicando come limiti geografici Porto Salvo e, appunto, Porto Santa Venere.

La proposta avanzata al Re, riassunta nelle parole del sindaco Scrugli, fu la seguente: «…che la nostra città assuma il nome di Vibo Valentia e tutto il litorale, da Porto Salvo a Santa Venere, quello di Marina di Vibo Valentia», proposta approvata “per alzata e seduta” e così tutti i consiglieri , “acclamando”, si alzarono in piedi senza che nessuno rimanesse seduto.

Per quanto sopra, viene spiegato, se ne deduce che con il termine Marina di Vibo Valentia si sia voluto, genericamente, indicare l’intero territorio costiero comunale, allo stesso modo come oggi, altrettanto genericamente, si usa il termine “Marinate”. Il cambio del nome da Porto Santa Venere a Vibo Marina sarebbe, quindi, non solo arbitrario, ma anche illegittimo in quanto non suffragato da nessuna delibera ufficiale.

Compiendo un excursus storico, il toponimo di Santa Venere o Venera appare per la prima volta nel 1444 per essere poi ripreso nei secoli seguenti per indicare la località in cui attualmente sorge Vibo Marina, per poi arrivare al 1792 quando l’economista Giuseppe Maria Galanti, incaricato dal Re di Napoli di redigere una relazione sugli effetti del disastroso terremoto del 1783, propone al re Borbone la costruzione di un nuovo porto nella marina chiamata “rada di Santa Venere”. Nome che, a dispetto della cancellazione avvenuta nel 1928, sopravviveva ancora nelle mappe militari inglesi adoperate per lo sbarco dell’8 settembre 1943  “at Porto S. Venere, near Pizzo”.

Ci sono quindi,  tutti i presupposti, secondo la recente proposta, affinché venga ridato alla cittadina portuale il suo antico nome. Sarebbe non solo  un atto riparatorio di un falso storico, viene spiegato, ma anche una decisione che consentirebbe di riannodare i legami tra la storia del territorio e i suoi abitanti, contribuendo a far emergere l’identità della comunità costiera.

Lorenzo Lombardo
Lorenzo Lombardo

In seno alla competente Commissione consiliare, nel corso della discussione, si sono registrate posizioni contrastanti. Il consigliere Lorenzo Lombardo, dal canto suo, ha sottolineato che intenderebbe arrivare al cambio di nome in maniera graduale, senza arrivare tout court al cambio definitivo di denominazione ma iniziando con l’inserire, accanto al nome di Vibo Marina, anche quello di Porto Santa Venere.  I membri favorevoli alla proposta annoverano tra le loro fila anche qualche componente dell’opposizione, come il pentastellato Silvio Pisani,  mentre sul versante opposto sono emerse perplessità in merito alla ridenominazione. Le riserve espresse poggerebbero sul timore che, partendo dalla proposta del cambio di nome, si rischierebbe di alimentare, surrettiziamente, le spinte autonomistiche mai sopite.