Cervelli in fuga sulla strada di casa: la storia di Paola, da Bruxelles alla sua Pizzo: «Voglio lavorare qui» – Video

Reduce da un tirocinio nella capitale europea, la giovane neuropsicologa non ha resistito al richiamo della sua terra ed ora lavora in un centro di riabilitazione nel Vibonese
Reduce da un tirocinio nella capitale europea, la giovane neuropsicologa non ha resistito al richiamo della sua terra ed ora lavora in un centro di riabilitazione nel Vibonese
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Paola Sciutto neuropsicologa

«Ma chi me lo ha fatto fare?». Paola, 26 anni, neuropsicologa calabrese di Pizzo, ammette che all’inizio questa domanda qualche volta le ha attraversato la mente. Inevitabile per chi dopo la laurea ha deciso di fare il proprio tirocinio a Bruxelles, dove le porte del mondo del lavoro si sono spalancate subito. Ma il richiamo della sua città è stato più forte e in controtendenza rispetto ai suoi coetanei, ha deciso di rientrare nella sua città: «Sentivo di dover dare il mio contributo qui».

Una scommessa che oggi, pur tra mille difficoltà e con la pandemia che ha paralizzato il mondo, ha vinto. Lavora in un centro di riabilitazione, a pochi passi dalla sua casa natale. La sua storia è stata rilanciata anche dal portale web HubCalabria, che da tempo è impegnato a raccogliere le esperienze dei giovani calabresi che con il proprio lavoro e il proprio talento portano in alto il nome della regione.

L’importanza di fare rete

Paola si occupa di persone affette da demenza o altre malattie neurodegenerative come il Parkinson. È specializzata nei percorsi di riabilitazione cognitiva anche per persone che hanno subito danni a livello cerebrale, dal trauma cranico all’ictus.
Ammette che ci sono stati momenti in cui si è chiesta: ma chi me lo ha fatto fare? «Non è stato semplice abbattere gli stereotipi legati al mio lavoro e alla mia giovane età». Ma ce l’ha fatta e oggi si dice più che soddisfatta. Ha aperto una pagina Facebook e un profilo Instagram “Neurozone” per rendere le neuroscienze più divertenti e accessibili a tutti: «In poco tempo si è creata intorno alla pagina una fitta rete di colleghi, alcuni anche calabresi con cui ho avuto modo di scambiare le mie opinioni».

«Ai giovani dico di non demordere»

Ai giovani calabresi dice di non demordere. Che un futuro in questa terra martoriata è possibile. «Spetta a noi risollevare le sorti della Calabria. Ha dimostrato a se stessa che in una terra povera come la Calabria lo spazio se si vuole lo si trova. D’altronde «se c’è poco vuol dire che si può fare molto». Non sa cosa le riserverà il futuro. «Non sa dove andrò, ma so dove vorrò sempre tornare: a Pizzo. Il tempo mi darà ragione oppure no, chissà. Io intanto ci ho provato».

Nella foto di copertina della sua pagina è riportata una frase di Rita Levi Montalcini «Il cervello se lo coltivi funziona, se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile, per questo bisogna continuare a pensare». Una citazione che Paola ripete spesso ai suoi pazienti. Perché il loro benessere è la sua missione. A volte basta davvero poco per mantenersi in forma. «Piccoli gesti quotidiani come cambiare percorso quando si fa una passeggiata, piuttosto che utilizzare la mano sinistra per le faccende quotidiane».

Ma soprattutto bisogna mantenere le relazioni interpersonali, che durante questo periodo di chiusura sono state trascurate. «Insegniamo ai nostri nonni ad utilizzare il telefonino, a scrivere su Whatsapp e ad avviare le videochiamate», suggerisce Paola. Piccole cose, appunto. Che in tempo di pandemia, però, non solo aiutano a mantenere in forma la mente ma consentono anche di lenire il disagio della lontananza affettiva.