A proporlo era stato il consigliere M5s Silvio Pisani: ora il sindaco si appella al Capo dello Stato e chiede di conferire l’importante onorificenza a tre studenti e a una giovanissima nuotatrice: «Sono la parte più vitale e luminosa della nostra comunità»
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Il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere che alcune giovani eccellenze del territorio vengano valutate per il conferimento dell’Attestato d’Onore di Alfiere della Repubblica. La richiesta ufficiale, datata 1 aprile 2026, arriva dopo la proposta avanzata a marzo in quarta Commissione consiliare dal consigliere comunale Silvio Pisani, esponente del M5s, e subito recepita dal primo cittadino, che ha quindi inoltrato la segnalazione al Quirinale.
La lettera al Quirinale
Nell’oggetto della comunicazione inviata al Capo dello Stato si legge: «Segnalazione di eccellenze giovanili del territorio vibonese per il conferimento dell’Attestato d’Onore di “Alfiere della Repubblica”». Un’iniziativa con cui Romeo porta all’attenzione del Quirinale alcuni risultati che, nelle parole del sindaco, hanno dato «lustro non solo alla Calabria, ma all’Italia intera in contesti internazionali di altissimo profilo».
L’apertura della lettera affida subito il senso politico e civile dell’iniziativa alle parole indirizzate al presidente della Repubblica: «È con profonda stima e con un sentimento di sincera commozione civile che mi rivolgo alla Sua persona, quale garante dell’unità nazionale e primo estimatore del valore dei nostri giovani. Sento il dovere, in qualità di Sindaco di Vibo Valentia, di sottoporre alla Sua cortese attenzione le straordinarie testimonianze di talento e dedizione offerte da alcuni nostri giovani concittadini».
Il primo nome: gli studenti del Polo tecnologico
Il primo passaggio della segnalazione riguarda il Polo tecnologico di Vibo Valentia e i suoi studenti Cristian Arena, Gregorio Curello e Gabriele Lacquaniti, già balzati agli onori della cronaca per il risultato ottenuto a Pechino. Romeo scrive: «Desidero segnalarLe, in primo luogo, il successo del Polo Tecnologico di Vibo Valentia, i cui studenti — Cristian Arena, Gregorio Curello e Gabriele Lacquaniti — hanno trionfato a Pechino in occasione della 45° Youth Science Creation Competition».
Poi il sindaco entra nel merito del progetto premiato: «Il loro progetto di intelligenza artificiale, un innovativo sistema di interazione uomo-computer pensato per abbattere le barriere dell’accessibilità, si è classificato al primo posto mondiale». Ed è soprattutto il valore sociale dell’invenzione a occupare il centro della lettera: «Questi ragazzi hanno dimostrato che la tecnologia, se guidata da ingegno e sensibilità sociale, può diventare uno strumento di straordinaria inclusione».
La segnalazione per Giulia Ragozzino
Accanto al risultato raggiunto in ambito scientifico, la richiesta del sindaco include anche Giulia Ragozzino, giovane atleta della Kairos Nuoto, reduce dai recenti Criteria 2026. Nella lettera Romeo la indica come esempio non solo sportivo ma anche umano: «Accanto a questa eccellenza nel campo scientifico, mi preme evidenziare il valore atletico e umano di Giulia Ragozzino, giovane atleta della Kairos Nuoto, che ai recenti Criteria 2026 ha conquistato il titolo di Campionessa d’Italia, unendo all’oro nei 200 farfalla un altrettanto prezioso argento».
Anche in questo caso il riconoscimento richiesto al Quirinale viene legato al valore simbolico di un percorso individuale che diventa modello per altri giovani. «Giulia incarna la resilienza e il sacrificio che lo sport d’eccellenza richiede, confermandosi come un modello di sana dedizione per i suoi coetanei», scrive il sindaco.
«La parte più vitale e luminosa della nostra comunità»
Nella parte conclusiva della lettera, Romeo allarga lo sguardo e prova a trasformare le singole storie in un racconto collettivo della città. «In una terra spesso raccontata attraverso le sue ferite, questi giovani rappresentano la parte più vitale e luminosa della nostra comunità. I loro traguardi non sono solo successi personali o accademici, ma sono il frutto di una “cittadinanza attiva” che onora il merito e guarda al futuro con speranza e concretezza».
Da qui la richiesta finale al presidente della Repubblica: «Per tali motivi, con l’umiltà e la passione di chi vede in loro il domani della nostra Repubblica, Le chiedo di voler valutare la possibilità di insignire questi ragazzi del prestigioso titolo di Alfiere della Repubblica». Un passaggio istituzionale che parte da Vibo, dopo l’iniziativa emersa in quarta Commissione consiliare su proposta di Silvio Pisani, e che ora affida al Quirinale la valutazione su un riconoscimento che, nelle intenzioni del sindaco, servirebbe a dare risalto a giovani capaci di tenere insieme studio, merito, inclusione e impegno.



