Arte e devozione, ma soprattutto un’occasione per coinvolgere i giovani e renderli protagonisti della vita della comunità. È questo il filo conduttore del laboratorio artistico-creativo che ha accompagnato a Sorianello i festeggiamenti dedicati al Sacro Cuore di Maria, ricorrenza celebrata ogni anno nella seconda domenica di agosto.

Il progetto è stato promosso dalla Pro Loco di Sorianello, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e la parrocchia di Santa Maria del Soccorso e San Nicola Vescovo. A guidare i ragazzi è stato Adriano Fuscà, docente di Disegno e Storia dell’Arte e artista iperrealista, che li ha accompagnati passo dopo passo nella realizzazione di un grande pannello pittorico dedicato al Sacro Cuore di Maria. Gli spazi della parrocchia si sono così trasformati, nei giorni precedenti la festa, in un vero e proprio atelier.

Un'opera costruita insieme

Il laboratorio non è stato pensato soltanto per arrivare alla realizzazione di un dipinto, ma come un’esperienza di incontro e condivisione. Durante i diversi appuntamenti i partecipanti hanno seguito tutte le fasi necessarie a trasformare un’idea in un’opera: dal progetto iniziale al disegno preparatorio, dalla scelta dei colori alla pittura, fino alla definizione dei particolari.

Il pannello, delle dimensioni di 140 per 200 centimetri, è stato offerto dalla falegnameria dei fratelli Ciconte di Savini. Ogni ragazzo ha potuto contribuire direttamente alla realizzazione, lasciando nell’opera un segno personale e partecipando nello stesso tempo alla costruzione di un risultato collettivo.

Realizzato con la tecnica della tempera su tavola, il dipinto raffigura il Sacro Cuore di Maria attraverso una particolare interpretazione che richiama l’effetto visivo di un’antica vetrata. Blu profondi, rosa, oro e verdi intensi concorrono a creare un’immagine nella quale la tradizione religiosa incontra lo sguardo contemporaneo dei giovani.

L’opera, dunque, non è rimasta una semplice esercitazione artistica ma è diventata un dono alla comunità di Sorianello, destinato a custodire anche la memoria delle giornate trascorse insieme.

«Abbiamo riscoperto un senso di unione e amicizia»

A raccontare il significato dell’esperienza è anche Rebecca Bartone, una delle giovani partecipanti. «In un’epoca dominata dai social network i ragazzi del piccolo borgo di Sorianello hanno scelto di mettere da parte il mondo digitale e hanno preso in mano colori e pennelli», spiega, sottolineando come proprio attraverso il lavoro comune sia stato possibile «riscoprire un senso di unione e amicizia», confrontandosi e scoprendo anche possibili nuove passioni lontano dagli schermi.

Insieme a lei hanno preso parte al progetto Giuseppe Fuscà, Elena Fuscà, Annarita Nardo, Isabel Vetrò, Iris Bartone, Giorgia Cosmano, Eva De Masi, Sofia Vetrò e Giuseppe Vetrò, alcuni residenti a Sorianello e altri provenienti da diverse regioni d’Italia. A supportare il gruppo sono stati anche Iole Simonetti, Sara Ciconte, Caterina Fuscà, Pietro Schiavello e i volontari del rione Santa Maria.

Il dipinto custodito nella chiesa

Il progetto ha ricevuto fin dall’inizio il sostegno del sindaco Sergio Cannatelli e del parroco don Salvatore Santaguida, con l’intento di offrire alle nuove generazioni uno spazio nel quale cultura, creatività e tradizione religiosa potessero incontrarsi.

«Attraverso il lavoro condiviso, i ragazzi hanno dimostrato entusiasmo, impegno e spirito di squadra», ha sottolineato Francesca Muller, presidente della Pro Loco, definendo il dipinto «la testimonianza concreta di un’esperienza collettiva vissuta nel segno dell’arte, della fede e dell’appartenenza al territorio».

Il pannello è oggi custodito all’interno della chiesa di Santa Maria del Soccorso, dove il 9 agosto è stato solennemente benedetto da don Salvatore Santaguida alla presenza dei fedeli. Un momento che ha concluso il percorso artistico iniziato nei giorni precedenti e che ha consegnato alla comunità non soltanto una nuova opera, ma anche il risultato tangibile di un’esperienza vissuta insieme dai ragazzi.

L’auspicio degli organizzatori è che il laboratorio possa rappresentare il primo passo di un percorso più ampio, capace di creare nuove occasioni di espressione e partecipazione per i giovani e di trasformare ancora una volta la tradizione in un momento di incontro e costruzione della comunità.