Una mattinata di ascolto, confronto e commozione per riflettere sulle conseguenze del bullismo e del cyberbullismo, ma soprattutto sull'importanza di riconoscere il disagio e non lasciare solo chi soffre. È quella vissuta dagli studenti dell'Istituto Galluppi di Tropea, protagonisti di un incontro nell'ambito di “​​​​​​Posta rispetto”, il progetto promosso dalla scuola per sensibilizzare i giovani al valore del rispetto e della responsabilità nelle relazioni, anche attraverso i social network.

Al centro dell'iniziativa la testimonianza di Maria Catrambone Raso, madre di Michele Ruffino, ragazzo scomparso a soli 17 anni che aveva vissuto dolorose esperienze di bullismo. Il suo racconto, seguito con attenzione e partecipazione dagli studenti, ha richiamato l'attenzione sulle conseguenze che offese, esclusione e indifferenza possono avere nella vita di un adolescente.

La testimonianza e il confronto con la Polizia

Attraverso la storia del figlio, Maria Catrambone Raso ha invitato i ragazzi a riflettere sull'importanza dell'ascolto, della solidarietà e della capacità di riconoscere la sofferenza degli altri. Un momento particolarmente intenso, che ha offerto agli studenti l'occasione per interrogarsi anche sul ruolo di chi assiste a episodi di prevaricazione senza intervenire.

All'incontro ha preso parte anche la Polizia di Stato, con il contributo di Domenico Lanzaro, dirigente della Sezione Anticrimine della Questura di Vibo Valentia. Attraverso esempi concreti, video di sensibilizzazione e un dialogo diretto con gli studenti, sono stati affrontati i rischi legati all'uso scorretto dei social network e delle chat, con particolare attenzione alla diffusione di contenuti offensivi o umilianti.

Un confronto che ha evidenziato quanto anche un messaggio o un contenuto condiviso online possano avere conseguenze importanti. Da qui l'invito ai giovani a non sottovalutare le situazioni di disagio e a chiedere aiuto agli adulti di riferimento e alle istituzioni.

Il progetto Posta rispetto

L'iniziativa nasce all'interno dell'Istituto Galluppi ed è stata organizzata con il supporto dell'associazione Il Dono, che porta nelle scuole il progetto “Prendimi per mano”, patrocinato dalla Polizia di Stato. Alla giornata hanno collaborato anche il Rotary Club Vibo Valentia e il Rotary Club Tropea.

Il progetto “Posta rispetto”, presentato dal gruppo di lavoro dell'istituto dedicato al bullismo e al cyberbullismo e coordinato dalla professoressa Domenica Rombolà, è cofinanziato dall'Ufficio scolastico regionale per la Calabria ai sensi del Decreto dipartimentale del Ministero dell'Istruzione e del Merito n. 661 del 16 aprile 2026.

«“Posta rispetto” nasce nella nostra scuola dalla volontà di offrire agli studenti strumenti concreti per costruire relazioni consapevoli e rispettose, prevenendo il bullismo e il cyberbullismo – dichiara il dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli –. La collaborazione con l'associazione “Il Dono” e il contributo delle realtà coinvolte arricchiscono questo percorso. La testimonianza della mamma di Michele e il dialogo con la Polizia di Stato hanno rappresentato un momento educativo di grande intensità, che i ragazzi hanno seguito con attenzione».

Anche Alfonso Toscano, presidente dell'associazione Il Dono, sottolinea il valore dell'iniziativa: «Abbiamo accolto la richiesta di supporto dell'Istituto Galluppi mettendo a disposizione l'esperienza di “Prendimi per mano”, il nostro progetto scolastico patrocinato dalla Polizia di Stato. Contrastare il bullismo e il cyberbullismo significa educare all'ascolto e alla responsabilità, anche quando si scrive un messaggio o si condivide un contenuto. La testimonianza della mamma di Michele ci ricorda quanto sia necessario riconoscere il disagio e far sapere a ogni ragazzo che può trovare qualcuno pronto ad aiutarlo».

A moderare l'incontro è stata Mariangela Preta, presidente del Rotary Club Vibo Valentia. «Collaborare a questa giornata significa sostenere un percorso nato nella scuola e costruito attraverso la partecipazione di più realtà. Le parole della mamma di Michele ci hanno profondamente toccati, mentre la Polizia di Stato ha saputo dialogare con gli studenti con chiarezza e sensibilità, coinvolgendoli attraverso esempi e video. L'attenzione dei ragazzi conferma quanto sia importante creare questi spazi di confronto per prevenire il bullismo e il cyberbullismo, imparare a riconoscere la sofferenza e assumersi la responsabilità delle proprie azioni, anche in rete».

Una giornata che ha messo in evidenza l'importanza della collaborazione tra scuola, associazioni e istituzioni nella prevenzione del bullismo, con un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: imparare a riconoscere la sofferenza degli altri e non voltarsi dall'altra parte.