«Nove edizioni. E ancora mi emoziono a vedere tutto questo succedere qui. A casa nostra». C'è soprattutto l'orgoglio di aver trasformato Vibo Valentia in un luogo di incontro e confronto culturale nelle parole con cui Anthony Lo Bianco, presidente della Fondazione Valentia, traccia il bilancio della nona edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa, conclusasi domenica 25 ottobre. Un bilancio affidato ai social, a tre giorni dalla chiusura della manifestazione, nel quale trovano spazio la soddisfazione per il lavoro svolto, la gratitudine verso quanti hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa e la convinzione che anche dal territorio vibonese si possano costruire occasioni culturali di rilievo nazionale.

«Adesso che la corsa si è fermata, riesco a ripensare a quello che abbiamo vissuto. E mi accorgo che le cose che mi restano di più sono le persone», scrive Lo Bianco, ripercorrendo le immagini più significative della tre giorni: l'orchestra giovanile di Laureana di Borrello che ha accompagnato l'apertura, i laboratori, le sale gremite, il pubblico che ha seguito gli incontri e le discussioni proseguite anche dopo la conclusione degli appuntamenti.

Da Gratteri a Conte e Calenda, tre giorni di confronto nel Vibonese

La nona edizione del Festival, organizzata dal 23 al 25 ottobre attorno al tema “Visioni contemporanee per nuovi mondi”, ha proposto un calendario di incontri, presentazioni, laboratori e iniziative alla scoperta del territorio, coinvolgendo Vibo Valentia, Zungri, Filandari e Zambrone.

Tra i principali protagonisti del programma il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il presidente del Movimento 5 Stelle ed ex premier Giuseppe Conte, il leader di Azione Carlo Calenda, la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, i sottosegretari Luigi Sbarra e Giampiero Cannella e il giornalista e scrittore Alan Friedman, protagonista di un incontro dedicato al suo libro La mano di Orfeo nella giornata conclusiva. Una manifestazione che ha intrecciato politica, legalità, attualità, cultura e riflessioni sul futuro del Mezzogiorno.

È proprio sulla possibilità di creare occasioni di confronto tra sensibilità e visioni differenti che insiste il presidente della Fondazione Valentia. «Abbiamo portato a Vibo Valentia e nel nostro territorio protagonisti del dibattito nazionale, storie, libri, idee e visioni anche molto diverse. Abbiamo parlato di legalità, cultura, Europa, sport, futuro. Ma la cosa più importante è che lo abbiamo fatto qui. Rendendo la nostra terra un luogo in cui incontrarsi, ascoltare e partecipare».

Il valore della manifestazione, sottolinea Lo Bianco, non si misura soltanto nel prestigio degli ospiti, ma soprattutto nelle opportunità di partecipazione offerte alla comunità: «È questo che mi rende orgoglioso. Non una foto accanto a un ospite, ma sapere che quell'incontro è diventato un'occasione per tante persone».

Il lavoro dietro le quinte e il ringraziamento ai volontari

Accanto al programma pubblico, nel messaggio emerge anche la dimensione meno visibile dell'organizzazione. Un impegno che si sviluppa nell'arco di diversi mesi e che richiede il contributo di numerose persone.

«Da fuori si vedono tre giornate. Dietro ci sono mesi di lavoro, telefonate, incastri, preoccupazioni. E persone che, quando qualcosa si complica, invece di andare via si fermano a darti una mano».

Da qui il ringraziamento rivolto soprattutto ai giovani e ai volontari che hanno affiancato la Fondazione: «Ai volontari, alle ragazze e ai ragazzi dello staff, a tutta la famiglia della Fondazione Valentia: grazie. Per il tempo, per la pazienza, per esserci stati anche quando la stanchezza si faceva sentire. Nove edizioni non si costruiscono da soli. E io so bene quanto devo a ciascuno di voi».

Parole di riconoscenza anche per le scuole, gli ospiti, i Comuni, le istituzioni e i partner che hanno sostenuto la manifestazione. Una rete di collaborazioni che ha consentito di estendere gli appuntamenti oltre il capoluogo, valorizzando anche altri centri della provincia attraverso attività culturali, laboratori e percorsi alla scoperta del patrimonio locale.

«Per fare qualcosa di grande non bisogna necessariamente essere altrove»

Il messaggio conclusivo di Lo Bianco guarda soprattutto al futuro e al ruolo che la cultura può svolgere in un territorio spesso segnato dalla difficoltà di trattenere energie e opportunità.

«Non è stato tutto semplice, né tutto perfetto. Ma ci abbiamo messo tutto quello che avevamo. Oggi sono stanco, felice e ancora più convinto che qui valga la pena impegnarsi. Che la cultura meriti spazio. Che per fare qualcosa di grande non si debba necessariamente essere altrove».

Una riflessione che racchiude il senso attribuito dal presidente della Fondazione Valentia al percorso compiuto in nove edizioni: fare del Sud non soltanto il tema della manifestazione, ma il luogo in cui produrre occasioni di crescita e partecipazione, soprattutto per le nuove generazioni.

«Questo Festival porta il nome del Sud. Ma ha il volto di tutti voi», conclude Lo Bianco.

Il Festival del Sud – Valentia in Festa è promosso dalla Fondazione Valentia ed è stato ammesso a finanziamento con risorse Poc 2014-2020, Azione 6.8.3 – Avviso pubblico Agorà Calabria, nell'ambito degli interventi della Regione Calabria e di Calabria Straordinaria.