La musica come spazio di incontro, relazione e cura. Per due giorni suoni ed emozioni hanno attraversato luoghi e storie diverse, mettendo in connessione la Casa Circondariale di Vibo Valentia e la comunità terapeutica “Maranathà - Casa degli Alberi” di Mileto, in un’esperienza condivisa capace di unire ascolto e partecipazione.

Le attività si inseriscono nel percorso del progetto “Risonanza che cura. Musica e benessere nei luoghi della vita”, che prosegue il suo sviluppo attraverso interventi diretti nei contesti della fragilità, integrando formazione, pratica artistica e dimensione sociale.

Cuore delle due giornate è stato il laboratorio-concerto “L’arte della felicità”, ideato dal pianista e compositore Antonio Fresa, che ha guidato i partecipanti in un percorso costruito attorno alle emozioni fondamentali. Un format che supera la distinzione tra esecuzione e laboratorio, in cui la musica si intreccia alla narrazione, diventando occasione di riflessione e confronto.

Il lavoro si è sviluppato attraverso l’ascolto e la partecipazione diretta, adattandosi alle specificità dei diversi contesti e favorendo un dialogo aperto con i partecipanti. La dimensione laboratoriale ha così fatto emergere un coinvolgimento progressivo, fatto di attenzione, sguardi e risposte spesso silenziose ma profonde. La musica ha costruito un terreno comune, permettendo ai partecipanti di riconoscersi e di prendere parte attivamente, ciascuno secondo il proprio vissuto, in un processo di condivisione autentica.

Determinante la collaborazione con le istituzioni coinvolte: la Casa Circondariale, diretta dalla dott.ssa Angela Marcello, e la comunità Maranathà, guidata dalla dott.ssa Antonella Rotella, che hanno reso possibile la realizzazione del progetto contribuendo a creare un contesto attento e partecipato.

Accanto alla dimensione artistica, il percorso ha integrato anche una componente di ricerca e sperimentazione, legata all’utilizzo di dispositivi sonori interattivi progettati dagli studenti del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Fausto Torrefranca”. Tra questi, il “ViBox emozionale”, un jukebox basato su composizioni originali che associa le emozioni alla musica, offrendo un’esperienza di ascolto attiva e coinvolgente.

«Quello che emerge in queste giornate è la capacità della musica di creare relazione, senza bisogno di mediazioni», sottolinea la coordinatrice del progetto, Chiara Macrì. «Abbiamo riscontrato una partecipazione reale e consapevole: un segnale importante di come la musica possa diventare uno strumento concreto di cura, anche in contesti delicati».

Le attività hanno visto il coinvolgimento diretto di docenti e studenti del Conservatorio, in un processo che unisce formazione, produzione artistica e intervento sul territorio.

Il progetto, vincitore dell’Avviso Pubblico della Regione Calabria per la promozione culturale, è finanziato con risorse PAC e POC 2014/2020 e rientra tra le iniziative sostenute nell’ambito del brand istituzionale “Calabria Straordinaria”.

Un percorso che continua a svilupparsi nel tempo, lasciando tracce concrete e dimostrando come la musica possa diventare, oltre che espressione artistica, anche strumento di relazione e cura.