Percorsi mirati di riabilitazione per i detenuti autori di reati violenti a sfondo sessuale. Un approccio che unisce aspetti sociali e scientifici, applicato da oltre vent’anni nella Casa di reclusione di Milano-Bollate, che approda adesso anche in Calabria, nelle carceri di Reggio e Vibo Valentia, dove il progetto è stato presentato ufficialmente questa mattina, a Palazzo Gagliardi.

Il convegno "Autori di reati violenti a sfondo sessuale, violenza di genere: possibilità di trattamento penitenziario" ha dunque messo al centro il modello trattamentale già sperimentato nel carcere lombardo e che ora coinvolgerà gli Istituti penitenziari "Giuseppe Panzera" di Reggio Calabria e la Casa Circondariale di Vibo Valentia, entrambi impegnati nello sviluppo di percorsi rivolti agli autori di reati violenti a sfondo sessuale e di genere.

Un momento di confronto istituzionale e scientifico dedicato al recupero, alla responsabilizzazione e al reinserimento sociale dei cosiddetti sex offenders, al quale hanno preso parte Angela Marcello, direttrice della Casa Circondariale di Vibo, Lucia Castellano, provveditrice dell'Amministrazione penitenziaria per la Calabria; Rosario Tortorella, direttore degli Istituti penitenziari "Giuseppe Panzera" di Reggio Calabria; Paolo Giulini, criminologo e docente della Facoltà di Psicologia dello sviluppo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Francesca Garbarino, avvocata e criminologa clinica, responsabile del Progetto Uomo della Regione Lombardia per la prevenzione della violenza domestica e relazionale; Lidia Fiscer, avvocata e criminologa, responsabile del progetto in corso di attuazione presso gli Istituti Penitenziari di Reggio Calabria e Vibo Valentia; Rocco Scicchitano, dirigente Uiepe di Catanzaro; Marianna Passalacqua, dirigente Udepe di Reggio Calabria.

«L'iniziativa - è stato spiegato - nasce dalla volontà condivisa delle due direzioni di promuovere anche sul territorio calabrese un modello di intervento già sperimentato in un’esperienza che ha evidenziato l'efficacia di un approccio strutturato, multidisciplinare e orientato alla riduzione del rischio di recidiva. Nel plesso penitenziario di Arghillà e nella Casa circondariale di Vibo Valentia sono già attivi percorsi di trattamento rivolti agli autori di tali reati poiché entrambi gli istituti dispongono di una specifica sezione detentiva dedicata agli autori di reati sessuali e di violenza di genere, comunemente individuati nella letteratura specialistica come sex offenders. La presenza di tali sezioni specializzate consente di sviluppare interventi trattamentali mirati, fondati su percorsi di responsabilizzazione, consapevolezza del disvalore del reato e prevenzione della recidiva, attraverso il coinvolgimento integrato delle diverse figure professionali dell'Amministrazione penitenziaria e degli esperti del settore».

L'esperienza maturata nei due istituti ha evidenziato come, «attraverso un progetto integrato che coinvolga differenti professionalità e competenze, sia possibile rafforzare ulteriormente l'efficacia degli interventi, nell'interesse della persona detenuta e della collettività, in termini di prevenzione della recidiva e di sicurezza sociale».

All’incontro non è mancata la partecipazione di rappresentanti dell'Amministrazione penitenziaria, del mondo accademico e delle professioni, chiamati ad «approfondire prospettive, metodologie e risultati dei percorsi trattamentali rivolti agli autori di reati violenti».

L'incontro si è infatti aperto ai «contributi delle istituzioni e delle professionalità interessate al tema, con l'obiettivo di favorire un confronto multidisciplinare sulle strategie di prevenzione della recidiva e sui percorsi di trattamento penitenziario finalizzati al cambiamento e al reinserimento sociale. L'evento ha rappresentato il primo sviluppo in ambito regionale di un'esperienza già consolidata a livello nazionale, rafforzando la collaborazione tra Amministrazione penitenziaria, magistratura, operatori del settore e territorio».

L’iniziativa ha inoltre ottenuto l'accreditamento dall'Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Calabria, con il riconoscimento sia di crediti formativi sia di crediti deontologici, nonché dall'Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia.