Dopo la decisione di spostare don Francesco Sicari a Santa Domenica, i fedeli incontrano il vicario della Diocesi con l’auspicio che vengano accolte le loro istanze: «Non vogliamo privilegi rispetto alle altre parrocchie, solo un sacerdote che faccia parte quotidianamente della nostra comunità»
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Un sacerdote con i fedeli (immagine realizzata con l'Ai)
«Dopo tredici anni vogliamo una guida spirituale che viva quotidianamente la nostra comunità». È la richiesta che arriva dai fedeli di Ricadi, che chiedono al vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro, di assegnare alla parrocchia un sacerdote residente. Una richiesta maturata dopo la decisione di trasferire don Francesco Sicari alla parrocchia di Santa Domenica, ma che affonda le radici in una situazione di disagio che, secondo la comunità, si trascina ormai da molti anni.
La questione è stata al centro di un incontro nella chiesa di San Zaccaria, al quale ha partecipato il vicario del vescovo, don Piero Furci. Un confronto definito cordiale e partecipato, durante il quale i fedeli hanno espresso preoccupazioni, critiche e aspettative per il futuro della parrocchia.
Il trasferimento di don Sicari e le preoccupazioni dei fedeli
A suscitare il malcontento è stato l'improvviso trasferimento di don Francesco Sicari a Santa Domenica, una decisione che la comunità considera difficilmente comprensibile e destinata a provocare ulteriori disagi.
A risentirne, secondo quanto evidenziato durante l'incontro, sarebbero soprattutto gli anziani, i bambini del catechismo, compresi quelli che si preparano alla Prima Comunione, e i ragazzi con disabilità che frequentano quotidianamente le attività dell'associazione Le Stelle del Faro, ospitata nel Centro Tre Tende.
Le difficoltà riguarderebbero più in generale i fedeli delle cinque chiese che compongono la comunità parrocchiale.
Pur manifestando la propria contrarietà, i presenti hanno preso atto della decisione del vescovo, che, secondo quanto riferito nella nota diffusa dalla comunità, sarebbe stata accettata anche da don Sicari. La discussione si è quindi spostata su una questione considerata ancora più importante: l'assenza di un sacerdote che viva stabilmente a Ricadi.
Una casa parrocchiale vuota dal 2013
Per comprendere le ragioni della protesta bisogna tornare all'11 settembre 2013, quando si concluse il lungo ministero di don Pasquale Russo. Da allora, secondo quanto ricostruito dai fedeli, nessun sacerdote ha più risieduto nella casa parrocchiale.
A don Russo sono succeduti don Giuseppe Lo Presti, rimasto fino al 20 ottobre 2022, e successivamente don Francesco Sicari. Ma l'appartamento destinato al parroco è rimasto disabitato.
Un'assenza che, per la comunità, non rappresenta soltanto un problema organizzativo. I fedeli ricordano infatti gli anni in cui la casa parrocchiale costituiva un riferimento costante, con le porte aperte anche durante la notte per chiunque avesse bisogno di ascolto, conforto o aiuto.
Sotto la guida di don Pasquale Russo, affiancato dalle Suore Pastorelle, la parrocchia aveva assunto un ruolo che andava oltre le celebrazioni religiose, diventando un centro di aggregazione, educazione e sostegno sociale.
Di quell'esperienza resta anche il Centro Tre Tende, che continua a svolgere la propria funzione grazie all'impegno dell'associazione Le Stelle del Faro, guidata dal professor Lico.
«Non è più sufficiente una presenza limitata alla celebrazione delle Messe o alle principali ricorrenze religiose», sottolinea la comunità, che chiede un sacerdote capace di conoscere le famiglie, accompagnare giovani e anziani e condividere la quotidianità del paese.
Cinque chiese da tutelare, San Pietro chiusa dall'estate
Durante l'incontro con don Furci è stata sollevata anche la questione delle condizioni degli edifici religiosi. Le chiese di San Zaccaria e San Pietro, quelle di Lampazzone e Barbalaconi e il Santuario di Santa Maria, secondo i fedeli, necessitano di maggiore attenzione e di una programmazione degli interventi di manutenzione.
La situazione più urgente riguarda la chiesa di San Pietro, chiusa dalla scorsa estate. La comunità chiede che si affrontino le criticità degli immobili e si individuino le soluzioni necessarie per garantirne la conservazione e la fruibilità.
Anche la casa parrocchiale dovrà essere oggetto degli interventi indispensabili per renderla nuovamente abitabile. Le sue condizioni, sostengono i fedeli, non possono continuare a rappresentare un ostacolo al ritorno di un sacerdote residente.
Tra le richieste avanzate figura inoltre quella di favorire il ritorno delle Suore Pastorelle, ricordate per il contributo offerto per decenni alla crescita spirituale e sociale della comunità. In alternativa, viene auspicata la presenza di un'altra comunità religiosa che possa collaborare con il futuro parroco nelle attività educative e pastorali.
«Non chiediamo privilegi, ma un sacerdote che viva tra noi»
La comunità ha ringraziato don Piero Furci per la disponibilità dimostrata e per essersi offerto di sopperire temporaneamente all'assenza del parroco.
Ma il messaggio indirizzato alla diocesi resta: «Non vogliamo privilegi rispetto alle altre parrocchie della Diocesi, chiediamo solo una guida spirituale che non si limiti alle celebrazioni delle necessarie funzioni religiose, ma viva socialmente nella propria parrocchia».

