Migliaia di cittadini, famiglie e visitatori hanno animato l’edizione 2026 della manifestazione. Ringraziamenti ad associazione, artisti, tecnici, volontari e operatori che hanno reso possibile un appuntamento identitario per la comunità
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Tre giorni di musica popolare, spettacoli, folklore e partecipazione collettiva hanno riportato Piazza Cannone al centro delle tradizioni tropeane. Si è chiusa l’edizione 2026 di "I Tri da Cruci", una delle feste più sentite della città di Tropea, promossa dall’Associazione Tropea Eventi "I Tri da Cruci" e costruita attorno a un programma che ha richiamato migliaia di persone.
La manifestazione, si legge nella nota diffusa dagli organizzatori, «si è conclusa con uno straordinario successo» confermando il legame tra la comunità e una festa che resta «una delle più sentite e identitarie della città di Tropea». Per tre giorni, il cuore della città ha accolto «migliaia di persone tra musica popolare, spettacoli, giochi, folklore e momenti di grande partecipazione collettiva».
Tre giorni di festa nel cuore di Tropea
Il bilancio tracciato al termine dell’evento mette al centro la risposta del pubblico e il clima vissuto durante le tre giornate. «L’evento ha registrato una presenza enorme di cittadini, famiglie, giovani e visitatori, tutti accomunati dalla voglia di vivere e riscoprire le tradizioni più autentiche della nostra terra». Una partecipazione che, nelle parole degli organizzatori, ha restituito «un clima di affetto, entusiasmo e appartenenza» e ha reso l’edizione 2026 «particolarmente emozionante».
La festa ha così riportato al centro non solo il programma degli spettacoli, ma anche il valore comunitario di un appuntamento che a Tropea continua a parlare il linguaggio delle radici popolari, della memoria condivisa e della partecipazione.
Il lavoro dell’associazione e i ringraziamenti
Ampio spazio, nella nota, viene riservato ai ringraziamenti verso chi ha contribuito alla riuscita dell’iniziativa. «Un sentito ringraziamento va all’Associazione Tropea Eventi "I Tri da Cruci" e al presidente Nicola De Lorenzo per l’impegno e la passione dimostrati nell’organizzazione dell’evento». Un riconoscimento particolare viene rivolto anche a Pasquale Tropeano, definito «figura fondamentale senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile realizzare».
Gli organizzatori ringraziano poi Angelo Tropeano, direttore artistico della manifestazione, «che ha curato l’intrattenimento e l’animazione delle tre giornate, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente e ricca di emozioni». Alla realizzazione tecnica dell’evento ha contribuito anche la famiglia Elca Sound, con Natale e Giuliano Centofanti, ai quali viene riconosciuto il supporto dato «con professionalità».
Musica, bambini e tradizione popolare
Il programma ha visto alternarsi artisti e gruppi legati alla musica e allo spettacolo popolare. La nota cita Son’Abballu, Oscar Zaccuri, Sonuanticu, il piccolo Giuseppe Borgia, Nicola Bruni e il maestro Cosimo Papandrea, protagonisti delle serate che hanno animato Piazza Cannone.
Spazio anche alle famiglie e ai più piccoli con La Combriccola dell’Allegria, impegnata nelle attività dedicate ai bambini. Tra gli elementi messi in evidenza dagli organizzatori c’è anche il nuovo format "Tarantella Disco Folk", che «ha saputo unire tradizione e innovazione coinvolgendo il pubblico fino a tarda notte».
Il finale con i fuochi e il racconto della festa
Tra i momenti più attesi, lo spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Schiavone di Reggio Calabria, con Annunziato e Nuccio Schiavone. Una chiusura che, secondo gli organizzatori, ha regalato «grande emozione ai presenti» e ha accompagnato il finale della manifestazione.
Il ringraziamento si estende anche alle forze dell’ordine, alla Protezione civile e al personale del 118, che «hanno garantito sicurezza e assistenza durante tutta la manifestazione». Per il service audio e luci viene citato Giuseppe Macrillò, mentre la promozione e la comunicazione ufficiale dell’evento sono state curate da Afro Rao e dall’agenzia ViboAdv attraverso la pagina "I Tri da Cruci". Un ringraziamento conclusivo è rivolto al fotografo Gregorio Curello, «per aver raccontato attraverso le immagini i momenti più belli della manifestazione».
Per gli organizzatori, "I Tri da Cruci" resta dunque molto più di un evento di piazza: «Si conferma ancora una volta non solo una festa, ma un simbolo di identità, appartenenza e amore per le tradizioni popolari della città di Tropea».

