Il ministero dell’Interno finanzia il progetto del Comune realizzato con l’associazione La Goccia. Attività di giardinaggio, arte-terapia e percorsi di stimolazione cognitiva per le persone con demenza, con il coinvolgimento dell’Asp
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
A Vibo Valentia torna il “Caffè Alzheimer in Fattoria”, il progetto dedicato alle persone affette da demenza e alle famiglie che quotidianamente affrontano le difficoltà legate alla malattia. Il ministero dell’Interno ha concesso un finanziamento di 49.835 euro che consentirà di riattivare l'iniziativa promossa dall'assessorato alle Politiche sociali del Comune in collaborazione con l’associazione La Goccia. Un percorso che punta a contrastare l’isolamento sociale, favorire la stimolazione cognitiva e offrire momenti di sollievo ai familiari, attraverso attività a contatto con la natura, laboratori creativi e occasioni di socializzazione.
Il contributo arriva dalla Riserva Fondo Lire U.N.R.R.A. e riguarda un progetto già approvato dalla giunta comunale con la delibera numero 232 del 20 novembre 2024. L’amministrazione ha già sottoscritto, insieme all’associazione partner, lo schema di convenzione successivamente trasmesso al ministero.
«L’ottenimento di questo finanziamento – dichiara il sindaco Enzo Romeo – è un risultato di grande rilevanza e testimonia l’attenzione dell’amministrazione verso le fragilità. Con il “Caffè Alzheimer in Fattoria” mettiamo in campo un modello sociale che unisce cura, contatto con la natura e vicinanza concreta alle famiglie che affrontano ogni giorno il carico della malattia».
Una rete di sostegno contro l'isolamento
Il progetto nasce con l'obiettivo di offrire alle persone con demenza occasioni di partecipazione e attività calibrate sulle loro esigenze, coinvolgendo al tempo stesso chi se ne prende cura. Un aspetto, quest'ultimo, particolarmente importante per le famiglie che spesso devono gestire quotidianamente il peso dell'assistenza.
«Questo intervento – evidenzia l’assessore alle Politiche sociali Lorenza Scrugli – punta dritto al cuore di una delle criticità più dolorose legate alla demenza: l’isolamento sociale. Attraverso la sinergia tra la nostra équipe, l’associazione La Goccia, i medici del territorio e l’Asp, offriremo non solo stimolazione cognitiva e momenti di sollievo, ma costruiremo una reale rete d'ascolto e di integrazione per i malati e i loro cari».
Dall'accoglienza ai laboratori in fattoria
Il percorso si svilupperà in due fasi. La prima sarà dedicata all’accoglienza e alla presa in carico delle persone coinvolte, attraverso un’equipe composta da psicologi, educatori, assistenti sociali e operatori sociosanitari. Il gruppo di lavoro potrà contare sul supporto di una rete territoriale che comprenderà medici di base, farmacisti, sacerdoti e il Dipartimento di Neuroscienze dell’Asp.
La seconda fase porterà i partecipanti direttamente a contatto con la natura, grazie alle attività previste presso l’azienda agricola Junceum. Qui saranno organizzati laboratori di giardinaggio e coltivazione dell'orto in serra, affiancati da esperienze di arte-terapia e momenti conviviali pensati per favorire l’inclusione e l’incontro tra generazioni.
L’obiettivo è creare uno spazio nel quale le persone con demenza possano mantenere relazioni e partecipare ad attività stimolanti, mentre i familiari trovino occasioni di confronto, ascolto e sostegno.

