«Sono una cittadina "adottata" dalla provincia di Vibo dal 2015 mai io questa città la amo come se fosse quella in cui sono nata e non posso non esprimere un pensiero esente da ogni presunzione politica...». Inizia così la lettera di una nostra lettrice che Il Vibonese ha pubblicato integralmente. Un messaggio carico di amarezza per sottolineare «un clima natalizio quasi inesistente», una «percezione emotiva che emerge camminando per le vie principali, osservando le serrande abbassate, le vetrine vuote, la mancanza di atmosfera nelle strade che un tempo, almeno durante le festività, riuscivano a ritrovare un minimo di vitalità». Una lettera a cui risponde Stefano Soriano, assessore comunale alla Cultura, al Turismo ed al Commercio. E lo fa con parole altrettanto schiette e sincere. Ecco la sua lettera.

La risposta di Soriano

«Gentile direttore, ho letto con attenzione e, soprattutto, con partecipazione la lettera pubblicata sulle vostre pagine. Non è mai facile leggere parole che raccontano una città stanca, spenta, rassegnata. Ma è giusto farlo. È giusto ascoltare, perché dietro quelle righe non c’è polemica: c’è dolore, amore per Vibo e il desiderio profondo di vederla tornare viva.

Il Natale, lo sappiamo, non è fatto solo di luci. Le luci vere sono le persone, sono le voci nelle strade, le vetrine accese, i bambini che giocano, le famiglie che si incontrano. Quando queste cose mancano, anche le luminarie più belle sembrano fredde. Su questo non posso che essere d’accordo con chi ha scritto.

Come Assessore alla Cultura, al Turismo ed al Commercio sento il peso - ma anche l’onore - della responsabilità di contribuire a riaccendere quella luce. Non abbiamo bacchette magiche, né soluzioni immediate a problemi che si trascinano da anni: lo spopolamento, la crisi del commercio, la sfiducia, le ferite ancora aperte di questa città. Ma abbiamo il dovere di non arrenderci. Mai.

Ogni iniziativa che mettiamo in campo nasce nel tentativo, a volte faticoso, di tenere insieme ciò che rischia di dividersi: istituzioni e cittadini, centro e periferie, passato e futuro. Possiamo sbagliare, possiamo non essere sempre all’altezza delle aspettative - e me ne assumo la responsabilità - ma una cosa posso dirla con certezza: non c’è disinteresse, non c’è indifferenza.

Vibo ha un potenziale enorme. Ha una storia che merita rispetto, una bellezza che spesso non vediamo più, delle energie giovani che aspettano solo di essere ascoltate. Il Natale può essere un punto di partenza, non un traguardo. Un’occasione per ritrovarci, parlarci, riprovarci insieme.

A chi oggi si sente deluso dico: vi capisco. Ma, cari cittadini e cittadine, vi chiedo anche di non smettere di crederci, di non smettere di partecipare, di non smettere di pretendere di più - anche da noi amministratori. Le critiche, quando sono sincere, sono una forma d’amore.

Da parte mia, l’impegno è quello di continuare ad ascoltare, a migliorare e a metterci la faccia. Perché Vibo non merita un Natale spento. Merita una città viva, ogni giorno dell’anno. Con rispetto e con il cuore».
Stefano Soriano