VIDEO | Il nido era stato individuato nei giorni scorsi al lido Bianca Spiaggia. L'intervento di Legambiente ha consentito di mettere in sicurezza l'area e accompagnare le tartarughine nel loro percorso verso il mare
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Una schiusa di uova di tartaruga marina ha richiamato l'attenzione di bagnanti e turisti sulla spiaggia di Zambrone, al lido Bianca Spiaggia (ex Acquapark), dove decine di piccoli esemplari di Caretta caretta hanno raggiunto il mare tra lo stupore dei presenti.
Il nido, individuato grazie alla segnalazione di una bagnante, si trovava tra ombrelloni e lettini, al centro dello stabilimento balneare. A localizzare le prime due tartarughine emerse è stato Andrea Grillo, bagnino della struttura, che insieme ai colleghi ha immediatamente delimitato l'area evitando qualsiasi rischio per il nido e avvisando i volontari del Circolo Legambiente Ricadi.
Sul posto sono quindi intervenuti i volontari dell'associazione, insieme a personale autorizzato dal Ministero dell'Ambiente, che hanno predisposto un corridoio protetto per consentire ai piccoli di raggiungere il mare in sicurezza. La prima schiusa è avvenuta martedì intorno alle 14, un orario insolito rispetto alle consuete schiuse serali. A favorire l'emersione diurna potrebbe essere stata la posizione del nido, rimasto in penombra sotto una sedia a sdraio accanto a un ombrellone.
Nel corso dello stesso pomeriggio si sono registrate altre due schiuse, mentre anche nella mattinata successiva nuovi esemplari hanno lasciato il nido dirigendosi verso il mare. Al momento della diffusione del comunicato di Legambiente erano già 84 le tartarughe emerse, mentre le operazioni sono ancora in corso.
«È un nido fortunato perché, nonostante si trovasse al centro del lido, è rimasto intatto», ha spiegato il responsabile della struttura balneare. L'area resterà protetta e costantemente monitorata fino alla conclusione della schiusa, per garantire la nascita degli ultimi esemplari nelle migliori condizioni possibili.
Secondo Legambiente, la deposizione delle uova risalirebbe a circa sessanta giorni fa, prima dell'avvio del monitoraggio stagionale delle spiagge, motivo per cui il nido non era stato censito. Il suo ritrovamento è stato possibile solo dopo l'emersione delle prime tartarughine.
L'associazione sottolinea come la gestione del nido rappresenti un esempio di collaborazione tra volontari, operatori turistici e cittadini. Il personale del lido ha contribuito fin dai primi momenti alla messa in sicurezza dell'area, mentre bagnanti e residenti hanno assistito alle schiuse con rispetto, favorendo il buon esito delle operazioni.
Per il Circolo Legambiente Ricadi si tratta del quarto nido individuato e gestito nel corso della stagione sul litorale vibonese, un dato che conferma come la costa continui a essere un sito di nidificazione sempre più importante per la Caretta caretta. L'associazione evidenzia inoltre la crescente sensibilità dimostrata dalle strutture balneari, dalle amministrazioni comunali e dai cittadini nella tutela della specie, una collaborazione che sta caratterizzando tutti i nidi monitorati lungo la costa vibonese e che lascia ben sperare per il futuro della conservazione delle tartarughe marine.

