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Questo il fine dell’incontro che ha visto protagonisti i bambini della scuola primaria di Vibo Marina e gli operatori della piscina comunale recentemente inaugurata

Sport

Scuola, comune e piscina: tre realtà a confronto per promuovere la cultura della pratica sportiva nei più piccoli.  Questo il filo conduttore dell'incontro avvenuto ieri nell’aula Magna della scuola “Amerigo Vespucci” dove ha avuto luogo la fusione di due realtà educative importanti, quella scolastica, dei bambini delle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria, e quella sportiva, rappresentata dalla nuova piscina comunale, recentemente inaugurata e gestita dall’a.s.d. Penta Vibo Nuoto.

Al tavolo dei relatori, Sabrina Nardo, coordinatore attività dell’Ufficio scolastico regionale - articolazione territoriale - Vibo Valentia, la dirigente dell’istituto scolastico Maria Salvia, Daniele Murdà, direttore responsabile della piscina, Danilo De Pascali, coordinatore di vasca, il tecnico Stefano Lopreiato, Claudia Gioia, consigliere comunale gruppo Vibo Unica, il delegato provinciale della Fin Giosi Cretella

Il nuoto non solo come sport ma anche come aggregazione e strumento educativo e culturale per favorire lo sviluppo dei valori che aiutano il bambino in un impegno sociale più completo. Questo il concetto di partenza che ha tenuto alta l’attenzione dei più piccoli nell'aula gremita per tutta la durata dell'incontro. Presentata poi la disciplina, illustrati i quattro stili e le metodologie di allenamento passando in rassegna infine al pallanuoto, ai tuffi e ancora al nuoto sincronizzato.

L’evento è stata utile occasione anche per discutere della possibilità di avvicinare i bambini diversamente abili al nuoto sia per l’attività sportiva in sè sia per i momenti di aggregazione che essa crea. A tal proposito proprio la consigliera Gioia ha assicurato che si farà «promotrice, per il tramite dell’assessore alle politiche sociali, di una convenzione tra comune di Vibo, scuola e piscina di Vibo Marina che consenta un accesso agevolato ai bimbi disabili».

Da parte sua Daniele Murdà ha lanciato un’iniziativa: «Qualora dovesse partire il progetto, noi come piscina comunale, proporremo di organizzare  corsi alternativi. Non le solite lezioni individuali con l’istruttore o il fisioterapista, ma il bambino disabile potrà scegliere di portare con sé il suo compagno di banco o il suo migliore amico, che entrerà gratis». E ancora sull’incontro svoltosi ieri: «Un’esperienza entusiasmante che proporremo anche ad altre scuole».