Un dolore ancora forte, il ricordo più vivo che mai. Ha preso il via mercoledì sera, a Bivona, il secondo Memorial dedicato a Gabriele e Matteo, il torneo di calcetto per ricordare i due giovani scomparsi recentemente. Si tratta di Gabriele Alessandria, 23 anni, ritrovato senza vita nelle acque di Bivona il 17 agosto 2024 e Matteo Mazzitelli, 21 anni, morto il 7 novembre 2024 a causa delle gravi ferite riportate a seguito di un incidente su una pista di motocross nei pressi di Gioia Tauro.

Teatro dell’evento fino al prossimo 3 luglio (giorno della finale) è il campetto "Da Franco" vicino la chiesa di Bivona.

I ringraziamenti

Non è mancata l'emozione prima del fischio d'inizio, con decine di palloncini bianchi fatti volare in cielo, in ricordo dei due giovani. Poi, il suono del rombo della moto di Matteo.

Prima della partita inaugurale ci sono stati i ringraziamenti di Federico Alessandria, fratello di Gabriele: «Un ringraziamento a tutte le persone che, con il loro sostegno e sensibilità, hanno reso possibile l'organizzazione di questo evento per il secondo anno consecutivo. Un grazie particolare a Franco e tutti i soci del campo, per l'accoglienza che continuano a darci. Un ringraziamento all'editore Domenico Maduli per la preziosa collaborazione, al signor Polistena per aver contribuito con l'ornamento floreale, al sindaco Enzo Romeo per la sensibilità e il sostegno istituzionale e a tutti coloro che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito alla riuscita di questo Memorial. Ci auguriamo di trascorrere serate all'insegna dello sport e dell'amicizia».

In nome dell'amicizia e della solidarietà

È intervenuta anche la mamma di Gabriele, che si è espressa così: «Anche quest'anno ritorna il torneo dedicato a Gabriele e Matteo. Un'occasione preziosa che permette di rivivere il ricordo di questi ragazzi. Un onore per me far parte di questo evento perché, per il secondo anno di fila, condivideremo emozioni. Grazie all'aiuto di tutti gli amici di Gabriele e Matteo perché, più che un semplice Memorial, rappresenta un forte messaggio di comunità e sensibilità sociale in cui il calcio diventa strumento di incontro e solidarietà. Un'occasione di vicinanza umana e sostegno reciproco».

Piene di significato anche le parole del parroco: «In nessuna cultura o lingua esiste un termine per identificare il dolore di un genitore che perde un figlio o viceversa proprio per l'innaturalità dell'evento. Se siamo qui è per piantare un seme di speranza che possa dare una prospettiva anche ai più giovani e, allo stesso tempo, che ci faccia sapere che Matteo e Gabriele, nella primavera della loro giovinezza, sono stati trapiantati nel giardino di Dio dove fioriranno e continueranno a essere presenti nelle nostre vite, soprattutto nei gesti di amicizia e gioia».