Catanzaro si prepara a vivere una notte che può entrare nella storia recente del club e dell’intera città. Questa sera, alle 20, lo stadio Nicola Ceravolo ospiterà l’andata della finale playoff di Serie B contro il Monza, l’ultimo grande ostacolo sulla strada che porta verso la Serie A.

L’attesa cresce di ora in ora nel capoluogo calabrese. Le strade si sono colorate di giallorosso, le bandiere sventolano dai balconi e nei bar non si parla d’altro. In città c’è un coro che accompagna questa vigilia speciale e che ormai è diventato il simbolo dell’entusiasmo ritrovato: «E torneremo in A, e festa si farà».

È il ritornello che da giorni risuona fuori dal Ceravolo, nelle piazze e tra i tifosi, quasi a voler alimentare un sogno che fino a poco tempo fa sembrava lontanissimo. Perché questo Catanzaro, partita dopo partita, è riuscito a riportare entusiasmo, orgoglio e senso di appartenenza attorno ai colori giallorossi.

La squadra guidata da Alberto Aquilani arriva all’appuntamento più importante della stagione dopo un percorso playoff entusiasmante. Il primo segnale di forza è arrivato contro l’Avellino, travolto con un netto 3-0 al Ceravolo in una serata dominata dall’inizio alla fine. Una prova di maturità e qualità, impreziosita dalle reti di Pontisso, Cassandro e del solito Pietro Iemmello, leader tecnico e simbolico di questa squadra.

Quella vittoria ha acceso definitivamente la città. Il Ceravolo, già contro gli irpini, aveva mostrato tutto il proprio calore, trascinando le Aquile in una notte che ha dato ulteriore consapevolezza al gruppo giallorosso. Una squadra capace di abbinare qualità offensiva, intensità e personalità, anche nei momenti più delicati della stagione.

Poi è arrivata la doppia sfida contro il Palermo, una semifinale che aveva il sapore della grande occasione. All’andata il Catanzaro ha giocato forse la sua miglior partita stagionale, travolgendo i rosanero con un pesantissimo 3-0 davanti a un Ceravolo infuocato. Una serata perfetta, nella quale i giallorossi hanno saputo unire aggressività, organizzazione e cinismo, mandando in delirio un intero stadio.

Al ritorno, al Barbera, è servita invece sofferenza e maturità. Il Palermo ha provato a riaprire il discorso qualificazione, ma il Catanzaro ha saputo resistere, difendendo con ordine il vantaggio costruito all’andata e conquistando così l’accesso alla finale playoff.

Adesso l’ultimo ostacolo si chiama Monza. Una squadra costruita per tornare immediatamente in Serie A, forte di una rosa esperta e di un organico considerato tra i più competitivi del campionato. Ma il Catanzaro arriva a questa finale con entusiasmo, fiducia e soprattutto con l’energia di un ambiente che sogna di rivivere palcoscenici attesi per troppo tempo.

Questa sera il Ceravolo sarà completamente esaurito. Migliaia di tifosi accompagneranno l’ingresso in campo delle Aquile con bandiere, fumogeni e cori, trasformando ancora una volta lo stadio in una bolgia giallorossa. Perché a Catanzaro la Serie A non è soltanto un obiettivo sportivo: è un desiderio condiviso da un’intera città che vuole tornare a sentirsi protagonista.

E allora il coro continuerà a risuonare forte: «E torneremo in A, e festa si farà». Stavolta, però, più che un semplice coro sembra quasi una promessa che il popolo giallorosso vuole mantenere fino all’ultimo minuto.