Puntata speciale della trasmissione di Maurizio Insardà su LaC Tv con i protagonisti della ricostruzione societaria e sportiva. Il patron storico: «Ci siamo, i giocatori non sono soli in questo difficile frangente»
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Momento storico alquanto delicato per la Vibonese, in forte difficoltà non solo dal punto di vista dei risultati (quattro sconfitte consecutive, di cui le ultime tre senza aver segnato) ma soprattutto dal punto di vista societario dove continua a tenere banco la ricerca di una nuova cordata che prenda le redini del destino rossoblù.
Per cercare di fare il punto della situazione, in maniera chiara e precisa, gli studi di LaC hanno ospitato lo Speciale US Vibonese, condotto dal giornalista Maurizio Insardà (rivedi QUI la trasmissione). Una puntata che ha visto la partecipazione dei protagonisti di questo momento, impegnati a salvare la Vibonese: presenti in studio il sindaco di Vibo, Enzo Romeo e l'imprenditore vibonese Pasquale Fera; in collegamento invece il patron Pippo Caffo e il commissario ad interim rossoblù, Rino Putrino. Tutti insieme hanno cercato di dare trasparenza all'attuale situazione.
Il sindaco fa chiarezza
Tra i primi interventi c'è stato quello di Romeo e, tra i punti focali, c'è stato innanzitutto quello della ricerca di imprenditori locali in grado di fare quadrato e salvare la società e squadra: «Ovviamente non si possono fare miracoli ma, come amministrazione, ci stiamo provando affinché si possa riprendere il cammino sportivo e imprenditoriale. Detto ciò, a oggi Pippo Caffo è l'imprenditore che continua a sostenere la squadra. E l'ha sostenuta per anni, portandola in Serie C e regalando diverse soddisfazioni alla città».
Un impegno costante che ha bisogno adesso si essere aiutato: «In questo momento - ha detto il primo cittadino - vorrebbe essere affiancato e sostenuto dalla città. Io, in qualità di sindaco, non potevo che dargli questo sostegno e credo che alla fine tutti insieme ci riusciremo. Bisogna capire che la squadra a Vibo è un patrimonio storico e non può essere lasciato cadere nella più profonda difficoltà. Insieme a Rino Putrino stiamo cercando di coinvolgere diversi imprenditori e con alcuni siamo già stati in contatto come Franco Cascasi, Mimmo Arena, Giuseppe Augurusa e Danilo Beccaria per capire se ci sono le condizioni».
L'impegno di Caffo
Non poteva mancare la pietra miliare della Vibonese, ovvero patron Pippo Caffo che non ha negato il suo (imprescindibile) supporto: «Innanzitutto la Vibonese dobbiamo salvarla sul campo. Il sindaco Romeo, dopo le dimissioni della precedente cordata, si sta dando da fare per formare una nuova cordata interamente vibonese e devo dire che qualche risposta è cominciata ad arrivare. Abbiamo però bisogno di altre risposte per poterla effettivamente salvare. Io, come ho sempre detto, farò la mia parte così come l'ho sempre fatta, il resto spero lo faccia chi ha a cuore le sorti di questa squadra».
E ancora: «Il lavoro che sta facendo Rino Putrino in questo ultimo mese è encomiabile ma vorrei precisare una cosa. Rispetto a quanto si dice, non è vero che non c'è nessuno insieme alla squadra perché lo stesso Putrino, dopo la brutta sconfitta di domenica, è rimasto fino a tarda sera a parlare con i giocatori. Anche io cerco di garantire la mia presenza costante durante la settimana insieme ad altri, quindi non vedo tutto questo abbandono sotto questo punto di vista».
La gestione Putrino
Chi si sta dando anima e corpo, in questo ultimo mese, è il già menzionato Rino Putrino che sta facendo i salti mortali per sanare la condizione societaria rossoblù: «Ho bussato alle porte di diversi imprenditori - ha affermato - che fino a oggi non erano stati coinvolti nella maniera giusta. Si tratta non solo di condividere questa stagione ma anche il prossimo futuro. La Vibonese si deve aprire al territorio perché, come ho accennato, ci sono imprenditori mai stati coinvolti se non per una mera questione economica. Quanto ai giocatori, sono amareggiati e sentono il dovere morale di centrare l'obiettivo che a questo punto è la salvezza».
Il commissario ad interim rossoblù, inoltre, prima ha ripercorso la riunione avvenuta qualche giorno fa, poi ha spiegato quello che dovrebbe essere il disegno delle quote con la nuova cordata: «In quella riunione c'era il sindaco, Elena Fuscaldo e altri cinque/sei imprenditori che avrebbero dato la loro disponibilità non solo per il futuro, ma anche per l'immediato presente».
Capitolo quote: «La mezza idea delle quote paritarie è stata mia, in modo da non dare pesanti carichi a una sola persona e non commettere lo stesso errore fatto con l'ultima cordata che deteneva e detiene il 60%. Avere più soci alla pari significherebbe che nessuno sarà soffocato dall'impegno, ovviamente poi si dovrà indicare una persona che si prenda il carico delle decisioni e delle responsabilità e non è detto che debba essere per forza un socio, ma la visione si espande anche fuori dal CdA».
Un futuro con Fera
Tra i possibili nuovi soci potrebbe esserci Pasquale Fera, un impegno che può però partire non prima di giugno ed è lo stesso Fera a chiarire la cosa: «Ho già avuto modo di parlare con il sindaco e con Rino Putrino. Attualmente sono presidente di una società dilettantistica e, per questo, non potrei dire di essere disponibile in questo momento ma solo in futuro».
Inoltre, idee chiare per Fera: «Programmare una società sportiva significa avere anche le capacità per valorizzare il territorio. La Vibonese tra poco compirà cento anni e non la si può lasciare in balìa delle onde. Lo sport è anche frutto di sviluppo sociale e territoriale».

