Dopo la delusione playoff il direttore sportivo ribadisce il legame con l’ambiente giallorosso: «La mia priorità è questa piazza», ma resta aperto a eventuali scenari futuri
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Andrea Rosito / IPA Sport / ipa-agency.net
«La Serie A sarebbe stata la ciliegina sulla torta». Parte da qui l’analisi di Ciro Polito, intervenuto nell’ultima puntata stagionale di “11 in Campo” su LaC Tv dopo l’eliminazione del Catanzaro dai playoff contro il Monza. Il direttore sportivo giallorosso ha raccontato con lucidità il mix di amarezza e soddisfazione lasciato da una stagione che ha riportato il club sotto i riflettori del calcio nazionale.
Una ferita ancora aperta, maturata dopo il successo per 2-0 conquistato all’U-Power Stadium, insufficiente però per strappare il pass a causa del miglior piazzamento dei brianzoli nella regular season. Eppure, nonostante l’amarezza, resta forte la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante.
«La Serie A era una ciliegina sulla torta – ha spiegato Polito – però penso che a livello lavorativo, per una società che in due anni è riuscita a farsi conoscere ancora di più in tutta Italia e ad acquisire una credibilità che va oltre i risultati, questa sia la cosa più importante».
Il direttore sportivo ha voluto sottolineare il rapporto costruito con il presidente e con tutto l’ambiente giallorosso, un legame nato attraverso il lavoro quotidiano e consolidato dai risultati ottenuti nelle ultime due stagioni. «Con il presidente ci parlo tutti i giorni, non devo mandare a dire le cose. Sabato gli ho detto di prenderci una settimana, perché è stato tutto molto doloroso e dispendioso. Poi ci sederemo da uomini quali siamo».
Polito non nasconde quanto la doppia delusione playoff abbia inciso sul piano umano. «Io vengo da una situazione analoga, perché due anni fa ho perso una finale al 95’. Per me è un doppio dolore, due sconfitte ravvicinate e in modi diversi. A Bari l’abbiamo persa davanti a 70mila persone, questa invece contro tutti i pronostici che ormai davano il Monza in Serie A».
Eppure il direttore continua a rivendicare con forza il lavoro svolto. «Noi ci abbiamo sempre creduto. Io dicevo al presidente che questa era una squadra che poteva andare in Serie A e lo dicevo veramente. Ci siamo arrivati a un passo con gioco, giovani, idee e valori umani».
Proprio sui valori umani Polito si è soffermato più volte nel corso della trasmissione, indicando quella componente come la vera base del progetto Catanzaro. «Le mie squadre hanno valori umani. I tecnici, i giocatori, tutti possono sbagliare o avere momenti diversi, ma il lavoro del direttore è quotidiano. E senza questa proprietà io non avrei fatto nulla».
Parole di stima profonde anche nei confronti del presidente giallorosso: «Posso confermare davanti a tutti che è un presidente presente, vicino, capace di ascoltare. Magari io nel calcio ho più esperienza di lui, ma lui nella vita ha molta più esperienza di me e ho preso tanti spunti importanti».
Sul futuro, Polito mantiene aperta ogni possibilità senza nascondere le proprie ambizioni professionali. «La mia priorità, se resto in Serie B, è sempre il Catanzaro. Però è normale che dopo tanti anni uno speri in un passo avanti. La meritocrazia deve valere anche per i direttori, non solo per allenatori e giocatori».
Infine, un messaggio che suona quasi come una rivendicazione personale. «Io non sono figlio di nessuno, sono un uomo libero. Nella mia vita ho fatto tre colloqui e sono sempre stato scelto per le mie idee. Quello che si legge è lontano dai miei pensieri: io conosco solo il lavoro».


