Battuto l'Acireale nello spareggio playout, sarà ancora Serie D. Il tecnico: «Una rosa ridotta all'osso, ma sono felice per il rapporto empatico che si è creato in soli pochi mesi»
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Il lieto fine è arrivato e, con esso, un grande sospiro di sollievo. La Vibonese si aggiudica lo spareggio playout contro l'Acireale e conquista la salvezza nel campionato di Serie D (girone I) nonostante un'annata travagliata e balorda e che ha messo di fronte alla squadra calabrese enormi ostacoli.
Tra addii e partenze, con una rosa davvero striminzita, il traguardo assume contorni ancora più rilevanti e davvero allora è come aver vinto un campionato. Una sfida proibitiva, che solo un temerario come mister Danilo Fanello poteva accettare. Non ha avuto paura ed è salito su una nave in tempesta, in balìa delle onde, portandola al sicuro in porto.
Impresa sportiva
Enorme la soddisfazione di chi si è seduto in panchina a fine febbraio e ha avuto la forza di mettersi in gioco: «Colgo l'occasione per ringraziare la società, il patron Caffo e Rino Putrino per aver deciso di puntare su di me. Ringrazio Alessio Bompasso per la vicinanza, poiché anche lui è stato tra gli artefici di questa salvezza, perché noi ci prendiamo la scena ma anche chi è dietro le quinte ha i suoi meriti. Un grazie anche al team manager, ai due magazzinieri che non ci hanno mai fatto mancare nulla, allo staff e ai miei ragazzi. Dico miei perché non è facile subentrare a fine febbraio, come terzo allenatore stagionale. E mi rende orgoglioso il rapporto empatico che si è creato tra noi in così poco tempo e che va oltre il rettangolo di gioco».
Salvezza ottenuta
Una salvezza travagliata ma meritata e un capitolo che si chiude: «Salvezza ottenuta contro una squadra blasonata e che, sulla carta, aveva qualcosa in più rispetto a noi. Questa è un'impresa sportiva senza nulla togliere a nessuno, con una squadra decimata e ridotta all'osso. Contro l'Acireale era grosso modo una Juniores arricchita con cinque o sei Over e su di loro poggiavano le mie maggiori speranze. A fine febbraio ho trovato una squadra distrutta psicologicamente e che, domenica dopo domenica, invece di migliorare perdeva pezzi. Ma non ci siamo mai lamentati e siamo andati avanti».

