Vibo, sanità al collasso: istituito un tavolo tecnico per «dare risposte certe»

Il sindaco Limardo ha incontrato i vertici di Asp, ospedale e Regione: «I problemi sono tanti, non avremo le soluzioni a tutto ma non possiamo stare a guardare»
Il sindaco Limardo ha incontrato i vertici di Asp, ospedale e Regione: «I problemi sono tanti, non avremo le soluzioni a tutto ma non possiamo stare a guardare»
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Finché sta in piedi – e non è scontato che accada – continuerà a rappresentare l’emblema del disagio, delle disfunzioni, della sanità in coma. E questo a dispetto delle professionalità che vi operano, e che lo fanno profondendo sforzi che forse solo Ippocrate può comprendere. L’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia è stato al centro della prima tappa della road map tracciata dal sindaco Maria Limardo verso il consiglio comunale aperto del 10 ottobre con al centro la situazione della sanità vibonese e gli atti da intraprendere per uscire dall’impasse che genera sfiducia tra i cittadini, nel migliore dei casi. «Come massima autorità sanitaria sul territorio – ha spiegato il primo cittadino – ho coinvolto gli altri livelli, provinciale e regionale, al fine di avviare una disamina delle problematiche in un percorso che ci faccia arrivare preparati al consiglio del 10 ottobre, dove dovremo rispondere alle domande: chi fa cosa ed entro quanto tempo. Da qualche parte – ha aggiunto la Limardo – bisogna cominciare, non avremo certamente la soluzione a tutti i mali ma almeno più di un problema riusciremo a risolverlo». 

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Nell’ufficio del primario del Pronto soccorso Enzo Natale, questa mattina si sono ritrovati, oltre al primo cittadino, anche il direttore generale Elisabetta Tripodi, il primario di Cardiologia Michele Comito, il direttore sanitario ospedaliero Raffaele Bava, oltre ai componenti della giunta Domenico Primerano e Giovanni Russo e al presidente del consiglio comunale Giuseppe Muratore. L’interlocutore principale era invece il direttore del dipartimento Sanità della Regione Calabria Antonio Belcastro. L’incontro promosso dalla Limardo ha portato alla decisione di costituire un tavolo tecnico tra i vari rappresentanti presenti con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sui nodi prioritari dell’ospedale di Vibo, per affrontare successivamente anche quelli degli altri presidii aziendali. E di nodi, l’ospedale di Vibo, ne ha in abbondanza. Quelli più impellenti, come hanno avuto modo di sottolineare i medici in prima linea, riguardano la gravissima carenza di personale che impone turni massacranti che spesso non riescono neanche a tramutarsi in risposte soddisfacenti per il paziente, almeno percepite. È sembrata invece praticabile l’ipotesi di aumentare i posti letto con alcuni accorgimenti logistici. Restano invece appese ad una decisione commissariale le questioni riguardanti, ad esempio, il primario di Ortopedia: c’è la commissione ma manca il presidente, che deve essere il direttore sanitario aziendale effettivo che ancora l’Asp di Vibo non ha: la carenza di una figura cardine, come ha aggiunto Comito, ha ripercussioni sull’organizzazione complessiva e quindi, a cascata, sull’erogazione di un servizio pubblico soddisfacente per l’utenza.

Belcastro ha evidenziato: «Partiamo dal presupposto che non possiamo aspettare la costruzione del nuovo ospedale, dobbiamo cercare di dare una sanità addirittura migliore delle altre regioni, perché abbiamo professionisti che nulla hanno da invidiare agli altri, noi dobbiamo dare gli strumenti tecnologici e strutturali per fornire queste risposte. La qualità percepita purtroppo non è commisurata a quella erogata, dobbiamo far recuperare credito all’ospedale».

Per la Tripodi, la strada da seguire è quella intrapresa. A cominciare dai concorsi per Ortopedia e per gli altri reparti: «Attraverso interlocuzioni ho chiesto soluzioni alternative attuabili anche medio-tempore facendo presente l’estrema criticità che si vive in Ortopedia, che funziona solo grazie all’abnegazione del personale presente o a prestazioni aggiuntive: questo però garantisce le operazioni programmate ma non le urgenze». Il dg è fiducioso sul fatto che il tavolo tecnico porti a risultati positivi: «Io ne sono convinta, specie se le mie sollecitazioni fatte al dipartimento vengono supportate anche dal sindaco che rappresenta un intero territorio; in tal modo credo che la soluzione giuridica corretta per lo svolgimento del concorso possa essere adottata in tempi brevi».