Autisti e sanitari del 118 di Vibo ammoniti per il parcheggio in ospedale – Video

La paradossale situazione allo Jazzolino al centro delle proteste di chi si ritrova a pagare per poter lavorare
La paradossale situazione allo Jazzolino al centro delle proteste di chi si ritrova a pagare per poter lavorare
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Ammoniti per il parcheggio in ospedale gli operatori in servizio al 118 di Vibo Valentia. L’amara sorpresa ieri mattina quando a fine turno, autisti e sanitari hanno trovato sul parabrezza delle loro auto il verbale. Sulla ricevuta nessuna somma da pagare ma solo un ammonimento, appunto, nel quale si intima a non parcheggiare più nell’area dello Jazzolino, per “sosta vietata” e per “autovettura non autorizzata”.
E non è certo un privilegio quello che – secondo gli interessati – gli verrebbe strappato via, visto che, spiega Giuseppe Marasco, sindaco di Nicotera e infermiere del reparto di Malattie infettive «ci sono persone che entrano ed escono tranquillamente, e altre che non hanno autorizzazione a parcheggiare». «Qual è il criterio adottato?», si domanda l’infermiere. E allora si fa presto a trarre le conclusioni. «Verrebbe da pensare che si creano figli e figliastri anche su queste piccole cose», dice Marasco.

Una storia singolare, perché non tutte le auto si ritrovano con il verbale sul parabrezza. Tra i più penalizzati ci sarebbero uomini e donne del Suem 118, che sulle loro auto, peraltro, trasportano anche presidi di protezione individuali e ferri del mestiere.

“Gli angeli del soccorso”

«Siamo una delle categorie più a rischio», dicono. Qualcuno li ha definiti “gli angeli del soccorso”. «Ci occupiamo di trasferimenti di pazienti Covid. Siamo tutti i giorni sulle strade. Vedere quel fogliettino sul parabrezza, dopo una giornata di lavoro, con ancora le fatiche sulla spalle, è insopportabile!», chiosa un operatore che si domanda: «A chi danno fastidio quattro macchine parcheggiate nell’atrio dell’ospedale? E le auto degli addetti alle pulizie? E quelle dei medici? Solo noi del 118 non possiamo stare qui?».
Sfrattati dall’area interna dell’ospedale, agli operatori non resta che avventurarsi a cercare un posteggio libero nei dintorni, oppure pagare il ticket, per diversi euro al giorno. Eppure, lamenta il personale dello Jazzolino, i veri problemi sono altri.

La spazzatura

Un cumulo di rifiuti che giace all’interno della struttura ospedaliera da chissà quanti giorni. Sacchi dell’immondizia che occupano almeno due posti auto e che rendono difficoltose le manovre di entrata o uscita degli stessi mezzi di soccorso. E c’è altro che dovrebbe dare fastidio: le voragini che mettono a dura prova pneumatici grazie ai quali le ambulanze corrono per salvare vite, ogni giorno.

Il reparto di malattie infettive

E a proposito di paradossi, l’ala che ospita il reparto di Malattie infettive è un cantiere edile. La rete arancione segnala la presenza di lavori in corso, ma non c’è traccia di operai. L’edificio presenta diverse crepe. Ci sono finestre rotte. All’interno della struttura vengono ospedalizzati i pazienti Covid. Al piano terra c’è invece la farmacia ospedaliera.

«L’azienda sanitaria dovrebbe reperire parcheggi per potere entrare agevolmente ad ogni turno, senza dover pagare». Gli fa eco un suo collega che ricorda il costo del parcheggio: «50 centesimi all’ora per sei ore, moltiplicato per 26 giorni lavorativi. Ci costringono a pagare per andare a lavorare. E questo è inaccettabile».