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Sotto accusa il sindaco Callipo. A parere del consigliere comunale di minoranza «è auspicabile che il protocollo d’intesa tra Comune e Prefettura rimuova le moltissime anomalie che si trascinano da anni»

Palazzo San Giorgio, sede del Comune
Politica

«E’ fortemente auspicabile che il Protocollo d’intesa sulla legalità stipulato con la Prefettura dia modo finalmente al sindaco Callipo di rimuovere le moltissime anomalie che in materia di affidamento di appalti per la gestione di importanti e costosi servizi comunali (raccolta e smaltimento Rsu, spazzamento vie cittadine, depurazione e stazioni sollevamento liquami, pubblica illuminazione, mensa scolastica, cani randagi, gestione Castello Murat e Chiesa Piedigrotta, procedure negoziate senza negoziazione, ecc.) si registrano sin dagli anni della sua prima legislatura».

È quanto sostiene in una nota il consigliere comunale di minoranza al Comune di Pizzo Antonio Borrello, già a capo della lista “Unico interesse Pizzo” alle ultime comunali. «Si passa da affidamenti diretti al frazionamento mensile - sostiene Borrello -, dalle proroghe ripetute al sottosoglia comunitario impropriamente riferito al costo mensile e non a quello annuale, il tutto condito dal sempre attuale, classico “nelle more dell’espletamento della gara di appalto” che, però, fatica a vedere l’alba».

Situazione che, a parere dell’ex candidato sindaco, «si trascina in alcuni casi anche da anni, in violazione continuata delle norme previste da un Codice degli Appalti estremamente rigoroso ed inderogabile. E’ di solare evidenza - insiste - una gestione caotica e prevalentemente attestata sul crinale di dubbia legittimità sulla quale, inoltre, non emerge alcuna attività di serio controllo. E’ davvero paradossale che rispetto alle disinvolte “stregonerie” sopra richiamate il sindaco Callipo possa continuare a declinare noiosamente legittimità e trasparenza, pur avendo sulle spalle un fardello così incongruente».

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