Sversamento illecito di reflui fognari: sequestrato il depuratore di Spilinga

Due gli indagati nell’inchiesta della sezione di pg dei carabinieri Nucleo Ambiente della Procura di Vibo e della Guardia costiera. Fanghi smaltiti illegalmente nella fiumara Brattirò

Due gli indagati nell’inchiesta della sezione di pg dei carabinieri Nucleo Ambiente della Procura di Vibo e della Guardia costiera. Fanghi smaltiti illegalmente nella fiumara Brattirò

Informazione pubblicitaria

Sequestrato in via preventiva dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, il depuratore di Spilinga in accoglimento di una richiesta del procuratore Bruno Giordano. Le indagini sul campo sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria, Aliquota carabinieri-Nucleo Ambiente della Procura diretti dal luogotenente Gaetano Vaccari, e dagli uomini della Capitaneria di Porto. Due gli indagati: Adriano Ferro, 30 anni, di Botricello, legale rappresentante e direttore tecnico della Multiservizi Scarl, con sede a Botricello, e Concetto Porcelli, 62 anni, di Spilinga, in qualità di responsabile pro tempore dell’ufficio tecnico del Comune di Spilinga. Adriano Ferro è accusato di aver abbandonato rifiuti speciali non pericolosi all’interno della fiumara Brattirò e nello specifico i fanghi di depurazione provenienti dall’impianto di trattamento delle acque reflue del comune di Spilinga, omettendo di avviarli a recupero o smaltimento secondo le previsioni del Testo unico ambientale. E’ poi accusato del reato di frode nelle pubbliche forniture poi sarebbe venuto meno,  con tali condotte, al contratto sottoscritto il 27 luglio dello scorso anno fra la Multiservizi ed il Comune di Spilinga e, segnatamente, non avendo rispettato l’affidamento del servizio integrato di conduzione, custodia, controllo e gestione dell’impianto di depurazione comunale e della stazione di sollevamento fognaria ad esso afferente, smaltendo fraudolentemente – secondo l’accusa – mediante immissioni nel corpo ricettore, cospicui quantitativi di fanghi di depurazione che dovevano invece essere avviati per lo smaltimento. La condotta viene contestata dal 27 luglio 2017 sino al 4 luglio scorso. Concetto Porcelli è invece indagato per il reato di omissione di atti d’ufficio poichè non avrebbe predisposto i necessari interventi finalizzati alla risoluzione delle numerose criticità presenti sull’impianto di depurazione comunale di Spilinga ed agli adempimenti prescritti nell’autorizzazione allo scarico rilasciata dalla Provincia di Vibo. In concorso con Adriano Ferro, Concetto Porcelli è anche indagato per il reato di “getto pericoloso di cose” poiché i due avrebbero consentito lo sversamento all’interno della fiumara Brattirò di “cose atte ad imbrattare”, nello specifico i fanghi derivanti dal processo di depurazione delle acque reflue provenienti dall’impianto di trattamento comunale di Spilinga. Evidenti le criticità riscontrate dagli investigatori nel depuratore di Spilinga: una delle tre linee acque/fanghi è risultata fuori uso; una delle tre pompe della stazione di sollevamento è risultata in avaria per blocco termico; la condotta by pass della stazione di sollevamento è risultata priva di paratoria e del misuratore di portata nonché dei sistemi di telecontrollo; il nastro pressa è stato trovato fuori funzione; la vasca di raccolta sabbie piena ed invasa da vegetazione spontanea. Inefficienze che hanno determinato uno sversamento incontrollato ed illecito dei reflui fognari che ha causato trascinamenti di fanghi nella vasca di clorazione e, conseguentemente, nel limitrofo corpo recettore finale, ovvero la fiumara Brattirò, con seri danni ambientali. 

Informazione pubblicitaria