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A Portosalvo un’area senza autorizzazioni dove viene “parcheggiata” l’immondizia in grandi cassoni dai quali fuoriesce il percolato. Bomba ecologica che non turba il sonno dell’Amministrazione

Ambiente

Caldo asfissiante e rifiuti. Un mix esplosivo che a Vibo Marina viene innescato quasi ogni giorno. Ad ammorbare l’aria e a mettere a rischio l’ambiente non c’è solo la lunga teoria di spazzatura abbandonata lungo le strade più periferiche, ma - come rivelato da Il Vibonese il 23 luglio scorso - ora contribuisce a rendere la situazione ancora più critica anche quella sorta di discarica abusiva allestita in un’area recintata di Portosalvo dalla stessa ditta, la Dusty, che gestisce la raccolta sul territorio comunale. Dopo la denuncia del nostro giornale, la maggior parte dei rifiuti furono rimossi in tutta fretta, ma oggi, ad appena due settimane di distanza, la situazione sembra peggiorata. 

L’odore insopportabile dell’immondizia che marcisce al sole si spande per diverse centinaia di metri intorno alla piazzola dove sono presenti enormi cassoni nei quali vengono ammassati i rifiuti in attesa di essere trasportati in discarica. Nelle intenzioni inziali, l’area - concessa dal Nucleo industriale - doveva diventare un’isola ecologica dove i cittadini avrebbero potuto portare la differenziata fuori dagli orari della raccolta porta a porta.

Nei fatti, invece, è diventata una discarica recintata e abusiva, perché le autorizzazioni mancano. Insetti, topi e gabbiani sono di casa tra i cassoni zeppi di rifiuti putrescenti, mentre il percolato si spande sul piazzale per poi infiltrarsi nel sottosuolo. Una bomba ecologica a pochi metri dal litorale e dal mare turchese della Costa degli Dei. Qualcosa forse di molto più grave di quanto già riscontrato dai carabinieri del Nucleo operativo di Reggio Calabria, che ieri, insieme ai colleghi di Vibo, hanno posto sotto sequestro l’isola ecologica di Via Pellicano, in pieno centro cittadino

Intanto, continua a sollevare perplessità il silenzio del Comune, che soltanto due giorni fa ha inoltrato una formale diffida alla ditta affinché sia più ligia nell'espletamento del servizio. Troppo poco per allontanare la sensazione che l'Amministrazione non eserciti un adeguato controllo sulla regolarità del servizio fornito dalla Dusty, che si è aggiudicata l’appalto di 10 milioni di euro in 3 anni, dal 2017 al 2019. Un’indulgenza che affonderebbe le radici in un possibile conflitto d’interessi all’interno dell’Amministrazione comunale. Il funzionario del settore Ambiente che ha il compito di vigilare sull’attività della ditta appaltatrice, infatti, è fratello di un dirigente della ditta appaltatrice. Un corto circuito tra controllori e controllati che, anche secondo fonti sindacali, sarebbe una delle cause della scarsa reattività del Comune di Vibo verso le inefficienze del servizio.

 

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