Rifiuti, il funzionario comunale è fratello del dirigente Dusty: chi controlla i controllori? (VIDEO)

Potrebbe esserci un conflitto d’interessi dietro la benevolenza con cui l’amministrazione Costa verifica la corretta gestione del servizio di raccolta da parte della ditta appaltatrice

Potrebbe esserci un conflitto d’interessi dietro la benevolenza con cui l’amministrazione Costa verifica la corretta gestione del servizio di raccolta da parte della ditta appaltatrice

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Chi controlla i controllori? Sono in molti a chiederselo da quando la stagione estiva ha esasperato alcune criticità nella raccolta dei rifiuti sul territorio comunale di Vibo Valentia. Le situazioni di degrado si moltiplicano, come nel caso del deposito abusivo di rifiuti allestito a Portosalvo dalla Dusty, la ditta che gestisce per conto dell’amministrazione Costa la raccolta e lo smaltimento.

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Come rivelato ieri da Il Vibonese, si tratta di un’area concessa dal Nucleo industriale, che nelle intenzioni iniziali doveva ospitare una postazione presidiata per consentire ai residenti della frazione marinara di conferire la differenziata anche fuori dagli orari pervisti per il servizio di porta a porta. Ma nei fatti la piazzola recintata non è accessibile all’utenza e serve alla Dusty per stoccare temporaneamente in alcuni cassoni ogni tipo di rifiuti, in attesa che vengano portanti in discarica. Insomma, una sorta di isola ecologica per la quale, però, non ci sono le necessarie autorizzazioni, creando così una situazione che a detta del segretario dello Slai Cobas, Nazzareno Piperno, rappresenta un concreto pericolo per l’ambiente e per la salubrità della zona.

A sorprendere è soprattutto il silenzio del Comune, che sembra non esercitare un adeguato controllo sulla regolarità del servizio fornito dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto di 10 milioni di euro in 3 anni, dal 2017 al 2019.

Sempre secondo il sindacato, che comunque non fa nomi, il motivo di questa “indulgenza” sarebbe da riscontrare anche nel presunto conflitto d’interessi che caratterizzerebbe un funzionario comunale del settore Ambiente, Alfonso Colaci, che ha il compito specifico di vigilare sull’attività della Dusty, tra i cui dipendenti figura però il fratello Alessandro, che occupa una posizione apicale nell’azienda, essendo responsabile dei mezzi utilizzati per la raccolta. «I dipendenti comunali che dovrebbero vigilare sugli standard di qualità ed efficienza del servizio – ribadisce il sindacato – sembrano non accorgersi di nulla, forse perché si tratta di funzionari collocati in conflitto d’interessi “parentale” con la Dusty che è il datore di lavoro di loro congiunti prossimi».

Ma non c’è solo lo Slai Cobas a puntare il dito contro questa situazione. I mugugni risuonano sia all’interno del Consiglio comunale, che nella stessa ditta, caratterizzata da un rapporto molto conflittuale con i 55 dipendenti in organico, nei confronti dei quali sarebbero state promosse circa 90 contestazioni disciplinari in un anno e mezzo. Anche i motivi del recente sciopero di due giorni proclamato dal personale della Dusty, sarebbero da ricercare non solo nella giustificazione ufficiale, cioè il ritardo nei pagamenti degli stipendi, ma anche nella mancanza di un rapporto collaborativo tra personale e azienda.

Un clima teso al quale fa da contraltare l’idillio con il Comune, che non fa la voce grossa nei confronti della ditta appaltatrice e non viene scalfito neppure dal proliferare delle micro-discariche cittadine, come quella che puntualmente si forma sotto il ponte di via Spogliatore, né dalla scarsa pulizia delle spiagge, per le quali, dopo gli interventi più massicci effettuati all’inizio dell’estate, non è stata predisposta una attività quotidiana di rimozione dei rifiuti in grado di assicurare il mantenimento di determinati standard di fruizione degli arenili.

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